ARBITRI E PALERMO: CRONISTORIA DI TROPPE INGIUSTIZIE

ARBITRI E PALERMO: CRONISTORIA DI TROPPE INGIUSTIZIE

di Fabio Corrao E di nuovo bufera attorno al Palermo dopo lennesima, mancata concessione di un calcio di rigore apparso evidente a tutti eccetto che al signor Peruzzo di Schio, che ha ignorato la.

Commenta per primo!

di Fabio Corrao E di nuovo bufera attorno al Palermo dopo lennesima, mancata concessione di un calcio di rigore apparso evidente a tutti eccetto che al signor Peruzzo di Schio, che ha ignorato la plateale trattenuta in area del calciatore del Chievo Luca Rigoni ai danni di Javier Pastore, che stava per battere a colpo sicuro verso la porta di Sorrentino. Si è appena chiuso il girone di andata, e come è noto il Palermo non ha mai ricevuto un calcio di rigore. Delio Rossi continua a fare un ragionamento logico: la sua squadra vanta il secondo miglior attacco del campionato, ergo ciò significa che i suoi giocatori in area ci entrano e anche spesso, il che aumenta la possibilità di subire fallo. Analisi ineccepibile che condividiamo in pieno, ma pur sempre elegante e teorica. Proveremo qui di seguito a ricostruire gli episodi più eclatanti che hanno segnato il girone dandata dei rosanero, che hanno impedito a questi ultimi una ancora più importante scalata alla classifica. I motivi davvero non riusciamo a spiegarceli, si dovrebbe entrare nel campo del complottismo; cercheremo quindi di lasciar parlare i fatti. E la seconda giornata, e i rosanero sono ospiti a Brescia: calcio di rigore concesso alle rondinelle per fallo molto discutibile di Munoz su Caracciolo. In quella circostanza il difensore argentino è ingenuo, e piuttosto che accompagnare sul fondo lAirone lo affronta consentendogli di cercarsi il fallo. Alla terza giornata arriva lInter al Barbera, e succede di tutto un po. Il presidente Zamparini reclamerà ben quattro rigori, ma negli occhi rimane levidentissimo fallo di Chivu su Cassani in area di rigore che avrebbe consentito ai rosa quantomeno di pareggiare una gara poi persa. Alla quinta il Palermo ospita il Lecce, non certo una grande che gode della cosiddetta sudditanza psicologica. In quelloccasione a sbagliare ripetutamente sono gli assistenti dellarbitro, che fermano per ben quattro volte Pinilla per altrettanti fuorigioco inesistenti. La domenica successiva gli uomini di Rossi volano a Firenze, e dopo un primo tempo incantevole sono avanti 2-0: il fischietto di turno prova però a riaprire la gara assegnando un calcio di rigore ai viola, poi parato da Sirigu, per un fallo di mano evidentemente involontario di Balzaretti. Il terzino sinistro rosanero sarà protagonista al contrario due domeniche dopo, quando nella partita contro la Lazio mette al centro un cross che viene stoppato con il braccio da André Dias, ma ciò che era valso per la Fiorentina non vale per il Palermo, e larbitro fa cenno di continuare. Il capolavoro però avviene a San Siro contro il Milan: sul punteggio di 1-1 Miccoli batte un calcio di punizione dal limite che viene bloccato con un colpo degno di un pallavolista dal rossonero Boateng. Nessuno, arbitro e assistente, vede niente; capovolgimento di fronte, Ambrosini entra in area rosanero portando avanti la palla con il braccio e sulluscita di Sirigu schianta a terra. Rigore per il Milan, e così dal possibile 1-2 si passa al certo 2-1. Gli ultimi sono episodi freschi alla memoria: di quello del Bentegodi abbiamo già detto, ma già a Bari i pugliesi avevano agguantato il pari per un presunto fallo di Goian su Rivas, ma a riguardare le immagini appare evidente che il difensore romeno guarda la palla e non si accorge nemmeno dellavversario. Facendo un calcolo approssimativo, tutti questi episodi sono costati al Palermo dai quattro ai nove punti, e chiaramente la classifica, in un caso e nellaltro, sarebbe comunque ben diversa da quella attuale. Gli arbitri fanno parte del gioco, e quindi anche i loro errori, ma non capiamo perché il vento tiri sempre nella stessa direzione. Nessuno chiede né chiederà mai che i fischietti sbaglino a favore del Palermo. Ci sentiamo però di chiedere con forza equità di giudizio, osservanza delle regole, buona fede, attenzione e, soprattutto, rispetto per il Palermo come per qualunque altra squadra, che essa iscriva a bilancio centinaia di milioni di euro o solamente, si fa per dire, poche decine.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy