AMARCORD: QUANDO CIRO FERRARA INCONTRÒ I ROSANERO. DOPO TRE ANNI LA STORIA SI RIPETE?

AMARCORD: QUANDO CIRO FERRARA INCONTRÒ I ROSANERO. DOPO TRE ANNI LA STORIA SI RIPETE?

Di Calogero Fazio
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Di Calogero Fazio

Quella Juve sembrava quasi invincibile. L’anno di purgatorio in Serie B appariva quasi un lontano ricordo per i tifosi juventini, acciecati dalle abbaglianti giocate di un Diego in forma smagliante. Prima di quell’incontro Ferrara risultava essere ancora imbattuto sulla panchina della Vecchia Signora e i suoi miravano a raggiungere la vetta della classifica. Era il 4 ottobre 2009 e al Barbera i bianconeri affrontavano un Palermo che faticava a ingranare, con il portiere di riserva divenuto da poco titolare, l’assenza di Liverani che rendeva impossibile ogni trama di gioco e un allenatore, Walter Zenga, che non riusciva proprio a trovare il bandolo della matassa. Qualche punto fin lì era arrivato, ma sempre con un po’ di fortuna e di certo il gioco visto nella stagione precedente con Ballardini in panchina era distante anni luce.

Eppure il calcio è anche questo. È imprevedibile e a volte del tutto insensato. Zenga mise in campo un modulo sbilanciatissimo in avanti: Sirigu in porta, Migliaccio in difesa insieme a Bovo e Kjaer, Cassani e Balzaretti esterni altissimi, praticamente dei centrocampisti. In mezzo Simplicio e Bresciano, due che nella vita hanno fatto più i trequartisti che i mediani. Poi Pastore, Cavani e Miccoli in avanti bravi a non dare punti di riferimento alla difesa avversaria.

Sembrava una mossa sconsiderata, invece fu un successo clamoroso. Il due a zero finale, con gol di Cavani e Simplicio, fu quasi riduttivo per la mole di gioco espressa dai rosanero: venne pure sbandierato un fuorigioco inesistente a Pastore e il solito Miccoli timbrò il palo a Buffon ampiamente battuto. Per Zenga fu solo un fuoco di paglia. La squadra non si riprese davvero e dopo qualche brutto risultato Zamparini decise di esonerarlo e chiamare a Palermo Delio Rossi. Se ci fu una squadra per cui quella partita segnò davvero una svolta fu proprio la Juventus di Ferrara. L’Inter di Mourinho non si fece scappare l’occasione di scavare un solco nei confronti dei bianconeri e quella fragilità messa a nudo dal Palermo da crepa divenne voragine e finì per inghiottire Ferrara e tutta la dirigenza juventina.

A oltre tre anni di distanza Ciro Ferrara torna al Barbera alla guida della Sampdoria, tutt’altro che la locomotiva scintillante che sembrava la sua Juventus. Invece che da imbattuto si presenta a Palermo con sei sconfitte consecutive sul groppone e la sensazione che questa per lui potrebbe essere davvero l’ultima spiaggia. La tifoseria ligure lo invita addirittura a dimettersi durante gli allenamenti e dopo un inizio incoraggiante a Genova sembra tornato lo spauracchio della retrocessione. Del Palermo invece sappiamo tutto o quasi. Come finirà questa volta? Chi avrà la meglio, i rosanero o Ciro Ferrara? Noi per scaramanzia preferiamo fermarci qui e non aggiungere altro.

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