AL CENTRO DELLA DIFESA TANTI DUBBI: PER DOPO-SILVESTRE PERINETTI PUÒ FARE A MENO DEL MERCATO?

AL CENTRO DELLA DIFESA TANTI DUBBI: PER DOPO-SILVESTRE PERINETTI PUÒ FARE A MENO DEL MERCATO?

di Mariano Calò La difesa è probabilmente il grande punto interrogativo dellorganico a disposizione di Giuseppe Sannino. Sia che il tecnico decida di giocare a 3, sia che proponga una.

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di Mariano Calò La difesa è probabilmente il grande punto interrogativo dellorganico a disposizione di Giuseppe Sannino. Sia che il tecnico decida di giocare a 3, sia che proponga una linea a 4, le gerarchie sono ancora tutte da definire e a pochi giorni dallinizio del ritiro è difficile individuare chi sia più idoneo a partire dal primo minuto. E una situazione che in prospettiva potrà offrire lopportunità di responsabilizzare qualche giovane che nella scorsa stagione ha avuto poco spazio, ma che nellimmediato potrebbe rivelarsi un handicap per una a squadra che pur col partente Silvestre ha subito oltre sessanta reti. PORTA E TERZINI OK – In porta ci sarà certamente Samir Ujkani. Felice intuizione di Rino Foschi, è diventato con il tempo una sicurezza, non dovrebbe far rimpiangere il trittico di portieri che si sono alternati tra i pali nella scorsa stagione. Se resterà tale siamo sicuri farà bene anche la coppia di terzini. Federico Balzaretti è probabilmente il miglior terzino sinistro del nostro campionato, mentre Eros Pisano al primo anno di Serie A non ha demeritato e con Sannino che lo conosce bene ha tutte le carte in regola per migliorare ulteriormente il suo rendimento. Per una volta anche le alternative non dispiacciono, con Michel Morganella e Santiago Garcia che vengono da una stagione da titolari a Novara dove hanno raccolto tante presenze e pure qualche elogio. 6 CENTRALI PER 2 MAGLIE – Le difficoltà di lettura arrivano soprattutto quando cè da commentare il centro della retroguardia. Tra i componenti della rosa oggi il più esperto nel ruolo nel nostro calcio è Andrea Mantovani. Lex clivense è un giocatore molto duttile e il mondo degli addetti ai lavori si divide tra chi lo vede centrale e chi invece lo vuole terzino. La sensazione è che al centro renda meglio, ma che in coppia sia meno affidabile che in una difesa a 3. Le retroguardie in cui ha giocato non lhanno mai visto leader anche per questioni anagrafiche, ma questanno dovrà tirare fuori tutto il suo mestiere accanto a giocatori decisamente più giovani. E una delle alternative migliori attualmente in rosa e parte tra i favoriti per una maglia da titolare, ma sia Mutti che Mangia non sempre gli hanno dato fiducia nonostante la sua professionalità, è logico che nemmeno i tifosi adesso siano più sicuri della posizione nelle gerarchie interne come lo erano il giorno del suo arrivo. Ezequiel Munoz nella passata stagione ha trovato spazio più da terzino destro in assenza di Pisano che al centro della difesa, mostrando tanta volontà ma un rendimento tuttaltro che eccelso. Rimesso al suo posto è andato decisamente meglio, ma qualche topica lha commessa comunque. Indubbiamente per i suoi 21 anni è un eccellente difensore e con unesperienza da fare invidia a colleghi di tanti anni più anziani, ma a volte sembra troppo smanioso di provare lintervento. Sta crescendo, che sia arrivato il suo momento? Mauro Cetto è arrivato a Palermo accompagnato da recensioni importanti. Sembrava perfetto per affermarsi come prima di lui avevano fatto tanti argentini nel suo ruolo. Eppure qualche infortunio di troppo durante la preparazione lo ha fatto retrocedere nelle gerarchie e Mangia lo fece esordire soltanto alla settima (era lottava secondo il calendario) giornata contro la Roma allOlimpico, dove si guadagnò tanti giudizi lusinghieri sui quotidiani per i 37 minuti disputati e la riconferma per le settimane successive, anche per consentire a Migliaccio di tornare in mediana. Fece bene con Lecce, Udinese e Bologna, ma con la Juventus naufragò e sulla sua coscienza pesarono i primi due gol dei bianconeri, tanto che Mangia preferì farlo uscire e riproporre Migliaccio centrale dal 58 minuto. Forse anche per problemi linguistici venne fatto fuori, tanto che Mangia sostituì anche laltro straniero, il portiere Tzorvas imputando tale decisioni a problemi di comunicazione. La sua stagione in rosanero finì così, solo una brutta mezzora col Novara, prima di essere rispedito in Francia. Secondo alcuni addetti ai lavori si tratta di un centrale troppo abituato al calcio transalpino, dove i centravanti sono quasi sempre forti fisicamente ma di scarsa caratura tecnica, ma comunque un elemento affidabile e con un curriculum tuttaltro che malvagio. Da un lato è innegabile non abbia avuto il tempo per ambientarsi e commettere qualche errore senza rischiare di perdere il posto, dallaltra è anche vero che ha palesato difficoltà in marcatura che non ci saremmo aspettati al suo arrivo a Palermo. Su di lui ci sono diverse squadre, ma se riuscisse a ritrovarsi potrebbe colmare almeno il gap di età con le altre squadre in fatto di difensori centrali. Prima di arrivare a Palermo lo cercavano da tutta Europa, poi però il Siena di Perinetti e Sannino, che lo ha preso in prestito per permettere ai rosa di tesserarlo come comunitario a gennaio, non lo fece giocare se non nella formazione Primavera. Per Milan Milanovic sembrava una stagione sprecata, poi tornato a Palermo trovò minuti e gloria nella difesa a 3 di fine stagione. Il suo rendimento fu piuttosto elevato, ma col rientro di Mantovani e Silvestre tornò in panchina. Nelle gare in cui ha giocato comunque non ha sbagliato quasi nulla, se si eccettua forse una marcatura su Bonucci nel gol concesso contro la Juventus, la prima distrazione di una partita super. Fece peggio contro il Napoli, dove non riuscì a contenere un Pandev ispiratissimo con la complicità dei suoi compagni di reparto. A giudicarne le prestazioni della scorsa stagione non sembrerebbe campata in aria lidea di puntare su di lui, ma è anche vero che Mutti gli preferiva Labrin e nonostante lo schieramento a 3, che in teoria dovrebbe agevolare il lavoro dei centrali, qualche difficoltà soprattutto al San Paolo si è vista. Di sicuro può diventare un talento del futuro, ma è già pronto per essere titolare? Come Cetto e Milanovic anche Carlos Labrin non ha collezionato un numero di presenze sufficienti a poterne decretare senza appello la bocciatura o la conferma. Ha trovato il campo nel match di Lecce e da allora ha messo a segno un bel filotto di voti positivi. Era il Palermo della difesa a 3 capace di sbloccare anche il tabù-trasferta nella gara col Bologna. Anche su di lui, come per Milanovic i momenti peggiori sono stati nelle gare contro Napoli e Juventus, ma ci sono stati anche momenti esaltanti come la già citata gara del DallAra o la sicurezza mostrata sul campo di Firenze. Il cileno in Serie A ci può stare e di certo sarebbe un peccato privarsene dopo averne intravisto il potenziale. Però per decidere di schierarlo titolare in una difesa a 4 ci vorrà pazienza e coraggio. Forse vederlo in ritiro ci aiuterà a capirne leffettivo valore, anche qui la consapevolezza che si tratti di un prospetto futuro di qualità non ne determina automaticamente il giudizio sul presente immediato. In difesa ha giocato tanto, e bene, anche Giulio Migliaccio, che vuole andare via da Palermo ma che fino a prova contraria in questi giorni è regolarmente a disposizione per le visite mediche e partirà per il ritiro di Malles coi compagni. Qualora non dovessero arrivare offerte allettanti siamo sicuri sarà il più motivato di tutti dal primo allultimo allenamento da grandissimo professionista qual è. Se davvero si concretizzasse una sua permanenza in rosanero sarebbe sicuramente presa in considerazione lidea di metterlo ancora una volta al centro della difesa, anche perché a centrocampo Arevalo Rios e Barreto hanno la grinta necessaria per poterlo sostituire. Migliaccio in difesa è una garanzia: ha senso dellanticipo, capacità aeree innate e un carisma che manca ai suoi più giovani compagni di reparto. Col passare del tempo sta anche migliorando nella posizione, sua pecca nelle prime uscite in questo ruolo per lui inedito. Le uniche uscite poco felici hanno coinciso con problemi fisici che avrebbero messo KO chiunque e che invece alleroico gladiatore rosanero non hanno impedito di scendere in campo, seppur debilitato nella prestazione. FIDUCIA O MERCATO? – Da questo quadro risulta chiaro come il materiale su cui lavorare potenzialmente ci sia. Avendo la società investito tanto su questi calciatori è giusto che si tenti di recuperarli e valutarli il più possibile, ma bisogna anche che i criteri di questa valutazione siano i più rigidi e che la giovane età di gran parte dei centrali in questione non diventi unattenuante che impedisca alla squadra di cominciare il campionato qualche certezza. Anche perché abbiamo visto lanno scorso quanto faccia male alla squadra quando ad ogni errore si viene messi in discussione: avere 5-6 centrali e poche gerarchie potrebbe essere del tutto controproducente. Le amichevoli in programma contro squadre di caratura medio-bassa saranno quasi certamente scenario di prestazioni più che dignitose, ma ciò non deve trarre in inganno e ci auguriamo che, se non dovesse emergere una coppia allaltezza di una società come il Palermo, la dirigenza provveda a intervenire sul mercato senza aspettare che il campionato e le prime gare ufficiali mettano a nudo lacune incolmabili a trattative ormai chiuse. Speriamo davvero che finalmente la linea verde del Palermo torni a valorizzare i nuovi Kjaer e Barzagli, ma è importante che questa legittima e doverosa ambizione non vada a danneggiare il livello tecnico della rosa. La permanenza di Migliaccio potrebbe essere la carta a sorpresa che risolve ogni questione.

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