Agnelli: “Inter? Scudetto di Jakartone”

Agnelli: “Inter? Scudetto di Jakartone”

Di Calogero Fazio
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Di Calogero Fazio

Andrea Agnelli ritiene “scudetto di cartone” quello assegnato all’Inter nel 2006 grazie alla sentenza di Calciopoli. Tanto che oggi, sul suo profilo ufficiale di Facebook, il presidente bianconero lo ha ribadito pubblicamente. Il massimo dirigente della Juventus, che non perde mai occasione per accendere la miccia della rivalità con l’Inter, ha testualmente scritto: “La capitale indonesiana ribattezzata oggi 15 ottobre… non più Jakarta ma Jakartone. Ironizzando sul passaggio di consegne che chiude l’era Moratti e tirando un’indiretta frecciata (tutt’altro che sottile) al nuovo proprietario nerazzurro, l’imprenditore indonesiano Erick Thohir, nato proprio a Jakarta quarantatré anni fa.

Su quanto ha ironicamente scritto Andrea Agnelli ci sarebbe molto da dire. Innanzitutto lo stile di questa uscita un po’ fuori luogo non sembrerebbe aderire per nulla allo stile che da sempre rappresenta un autentico marchio di fabbrica della famiglia Agnelli, legata intimamente alla Juventus da tempo immemorabile. Piuttosto, questa frase poco felice si avvicina molto alle battute poco signorili provenienti da tifosi frequentatori delle curve, gente molto avvezza allo sfottò e specializzate nella produzione di freddure e frecciatine, spesso tutt’altro che eleganti, che prendono di mira società inquadrate come rivali.

Ciò porta ad ingaggiare delle vere e proprie “guerre verbali” in cui si fronteggiano le tifoserie delle squadre che popolano l’universo pallonaro. Certo, l’asserzione dell’esponente juventino contribuisce (semmai ce ne fosse bisogno) ad alimentare una brutta storia, legata ad una pagina poco edificante della storia recente del nostro calcio. Una diatriba su uno scudetto assegnato a tavolino qualche anno fa da una sentenza che da sempre crea attrito fra dirigenze e tifoserie di due delle squadre più prestigiose e titolate d’Italia.

Il mondo del calcio, di questi tempi, non ha certo bisogno di vedere alimentate le sue polemiche, quanto piuttosto necessiterebbe di comportamenti virtuosi da parte dei protagonisti, che fungano da esempio per coloro che il calcio lo seguono con stile poco decoroso, “tifosi” (che nulla hanno in comune con il significato più nobile di questo termine) che concepiscono lo sport più seguito del mondo tradendo vistosamente la vocazione e i valori su cui è edificata l’etica sportiva.

Inoltre, è necessario sottolineare come tutto ciò nulla c’entri con un personaggio che ha fatto il suo ingresso nel calcio italiano, e che può essere salutato con una simpatia e un ottimismo che travalicano l’appartenenza a questa o quella tifoseria. Thoir, oltre a non aver a che fare proprio nulla con l’amara pagina di Calciopoli, ha avuto nei confronti di tutto il pubblico italiano un approccio basato sulla cordialità e la simpatia. Certo l’arrivo di un magnate di tal guisa contribuisce prima di tutto ad accrescere le ambizioni dei supporters dell’Inter, la società che, per ovvie ragioni, è principale beneficiaria dell’approdo di Thoir nel calcio del Bel Paese.

Tuttavia, potremmo trovarci in presenza di quello che potrebbe essere visto come un antesignano di altri imprenditori esteri. Questi potrebbero cominciare a nutrire interesse ad investire nel nostro campionato, seguendo l’esempio del magnate dei media indonesiano. Nella sua poco rosea situazione attuale, il nostro calcio non potrebbe che beneficiare di una simile prospettiva. Non si può negare che un’ingente iniezione di capitale estero non potrebbe che rialzare i destini di un movimento calcistico nazionale che versa in condizioni precarie e poco esaltanti.

Ecco perché Thoir potrebbe essere considerato apripista di qualcosa che, qui in Italia, non può che essere guardato con estremo favore da tutti i tifosi di calcio. In ultima analisi, il magnate indonesiano, con il suo misto di ingenti capitali e bonarietà, può benissimo fare breccia nel cuore di tutti gli sportivi italiani, poiché, indipendentemente dalla tifoseria nella quale milita il singolo appassionato, egli potrebbe aver inaugurato una nuova e interessante pagina, in grado di abbracciare i destini di tutta l’Italia pallonara, travalicando le appartenenze campanilistiche.

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