Italia, i segreti di Moggi: “Ventura un pacco di Lotito, doveva allenare la Lazio. La verità su Insigne. A San Siro il ct mi ha detto…”

Italia, i segreti di Moggi: “Ventura un pacco di Lotito, doveva allenare la Lazio. La verità su Insigne. A San Siro il ct mi ha detto…”

Le parole dell’ex direttore generale della Juventus: “El Shaarawy, ma soprattutto Insigne, erano in panchina: partito preso o incompetenza?”

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“Adesso è tardi per accorgersi degli errori commessi, è tardi per dire ‘Io lo sapevo’: si è materializzata l’apocalisse nel modo peggiore, ma si tratta di un disastro annunciato”.

Parola di Luciano Moggi. L’Italia è fuori dal Mondiale a sessant’anni dall’ultima volta. Per Gian Piero Ventura, quella andata in scena lunedì sera a San Siro, è stata l’ultima partita da commissario tecnico della Nazionale italiana. Attraverso le colonne di ‘Libero Quotidiano’, è arrivato anche il commento dell’ex direttore generale della Juventus, dopo il pareggio maturato contro la Svezia, una partita da dentro o fuori, che ha permesso alla squadra di Jan Andersson di staccare il pass per la Russia a discapito degli azzurri.

“Resta la tristezza di aver visto i volti dei pochi che hanno avuto il coraggio di affrontare le tv, mentre le lacrime dei protagonisti in campo racchiudono qualcosa che potrebbe essere meglio raccontato dalle pareti dello spogliatoio, se queste avessero il dono della parola. Il pianto di Gigi Buffon racchiude in sé la saggezza di chi avrebbe avuto le potenzialità per superare il momento negativo, l’intelligenza calcistica per bypassarlo e la rabbia per non essere riuscito nell’intento, o meglio di non essere stato messo nelle condizioni di poterlo fare. D’altra parte Gigi è un giocatore, anche se capitano non può fare formazioni: deve prendere atto delle decisioni del proprio allenatore. Ed è questo l’intoppo principale che ci ha portati nel baratro generando le lacrime dei protagonisti incazzati per non essere stati messi in condizioni di dare il meglio – si legge -. Con tutto il rispetto per Ventura a noi è mancato lo stratega e lui ha anche dato l’impressione di non conoscere bene gli svedesi, tutti fisici e ottimi colpitori di testa, come se la partita di andata non avesse suggerito niente. Siamo andati a Solna ad affrontarli addirittura con due centravanti (Belotti e Immobile), come se mettere più attaccanti significasse segnare più gol. I due, ovviamente, si sono pestati i piedi, preda dei difensori e senza rifornimenti dalle fasce. Il ritorno a San Siro, che doveva portare consiglio, ha generato invece confusione. Si sono fatti addirittura esperimenti come Gabbiadini e Jorginho […]. Invece El Shaarawy, ma soprattutto Insigne, erano in panchina: partito preso o incompetenza? Resta il fatto che con loro si sarebbe potuto ricreare in nazionale il gioco che il Ciro laziale gradisce e che lo ha portato a comandare la classifica dei cannonieri. Tanti errori di valutazione che ci hanno fatto eliminare da una squadra solo discreta, mancante di qualità nei singoli (Forsberg l’eccezione), ma pregevole agonisticamente.

IL CAPO ESPIATORIO – Il calcio suggerisce adesso il capro espiatorio, Ventura, colpevole di non aver saputo dare un gioco alla squadra. E noi non possiamo non essere d’accordo […]. Lo riteniamo però vittima di se stesso per aver accettato un ruolo superiore alle sue forze. I veri colpevoli sono però altri: quelli che lo hanno indotto ad accettare con proposte economiche allettanti a seguito del rifiuto di altri allenatori (Capello?) e quelli che gli hanno addirittura rinnovato il contratto fino al 2020. Alcune fonti ci dicono che facesse parte di un compromesso: sarebbe dovuto essere il dopo Bielsa alla Lazio a seguito del rifiuto dell’argentino, ma poi, causa le difficoltà della Figc nel reperire un ct, è stato proposto per la Nazionale e la Lazio ha dovuto così richiamare Simone Inzaghi già dirottato alla Salernitana, mandando al suo posto Pollini. Quindi una scelta forzata all’insaputa del povero Giampiero. Ma lui si è calato nel ruolo con entusiasmo, tant’è che in occasione di Milan-Juve è venuto in tribuna autorità a salutarmi con queste parole: ‘Ti conquisterò’. Solo perché chi vi scrive aveva avversato la sua nomina sin dal primo momento, pur avendo molta stima dell’uomo”, ha concluso.

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