Euro 2016, Thiago Motta: “Polemiche sulla maglia n.10? Per favore, rispettatemi”

Euro 2016, Thiago Motta: “Polemiche sulla maglia n.10? Per favore, rispettatemi”

Il centrocampista del Paris Saint-Germain e della Nazionale Italiana racconta il momento che sta vivendo: “Più facile criticare gli oriundi? La mia una scelta meditata”.

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Il centrocampista della Nazionale Italiana, Thiago Motta, ha rilasciato un’intervista al CdS in cui ha raccontato le proprie impressioni sulla formazione di Conte, già qualificata agli ottavi di finale come prima forza del girone E.

“Noi dobbiamo pensare una partita alla volta, come abbiamo fatto da quando siamo qui. La realtà è che non siamo tra i favoriti, ci sono delle squadre che prima del torneo sulla carta erano e sono considerate più forti come Francia, Germania, Spagna e lo stesso Belgio che abbiamo battuto. Perché poi, per fortuna, c’è il campo” – ha detto -. Polemiche sulla maglia numero 10? Le mie sensazioni sono buone come quelle di tutti i miei compagni. Sapete, a 33 anni capisco tutto, soprattutto le critiche sportive, le capisco e le accetto perché così deve essere. Come tutti talvolta sto bene, altre male, come una squadra qualche volta si esprime bene, altre meno. L’unica cosa che chiedo è parlare di calcio e non mancare di rispetto, per favore, questa è la cosa principale. Più facile criticare gli oriundi? Non lo so, io dico che quella mia e di Eder è stata una scelta meditata ma non interessata”.

Ruolo – “Sono felicissimo di far parte di questo gruppo, sapendo che alla mia età questa è una delle ultime occasioni di avere il privilegio di indossare la maglia della Nazionale italiana, esperienza nuova anche come uomo e cercherò di approfittarne insieme ai miei compagni. Il Thiago Motta azzurro spesso è stato inferiore a quello di club. Sì, ho avuto delle difficoltà, è vero: perché rispetto al club, dove mi veniva affidato il gioco della squadra, in azzurro c’erano sempre altri giocatori in quel ruolo, da Pirlo a De Rossi. Stiamo parlando di due dei migliori registi da tanti anni. Il fatto è che nel club ho un rapporto quotidiano coi compagni, ci conosciamo meglio, e nel Psg c’è uno stile di gioco che mi “conviene” tantissimo”.

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