Zielinski: “A Napoli le rapine? Spero non capiti a me. Ai ristoranti io e Milik…”

Le parole del centrocampista polacco che racconta il suo inserimento nella realtà napoletana.

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Un passaggio al Liverpool che sembrava imminente, poi l’offerta del Napoli che ha raggiunto presto l’accordo con l’Udinese.

Piotr Zielinski, centrocampista polacco classe ’94, racconta il mercato dal suo punto di vista. “Deluso per non essere andato al Liverpool? Avevo avuto dei contatti ed ero in fase molto avanzata con loro. Però poi non si è concluso l’affare. Non sono deluso perché giocherò la Champions League e faccio parte del Napoli che è una delle migliori società che mi potesse capitare a 22 anni – ha raccontato a Sportoweefakty -. Clausola da 65 milioni? E’ una cifra impressionante. Questo vuol dire che il Napoli si aspetta da me tanto ed io dovrò giocare bene. Sarri voleva che venissi a Napoli già a gennaio, ma ho preferito finire la stagione a Empoli. Appena sono arrivato a Napoli, il mister mi ha abbracciato calorosamente dicendomi che non vedeva l’ora di vedermi. Per ora sono in panchina? A Napoli il livello della rosa è molto competitivo – ha proseguito da quanto riportato da CalcioNapoli24 -. E’ vero, parto come riserva ma sono il primo ad entrare. Sono in questa squadra solo da un mese. Giocheremo tre competizioni, lo spazio ci sarà per tutti. Davanti a me ho gente come Hamsik e Allan. Marek è uno dei centrocampisti più forti della A mentre la forza e le qualità di Allan le conosciamo tutti. E’ giusto che partano loro titolari. Da parte mia devo impegnarmi ancora di più e sfruttare ogni minima occasione quando verrò chiamato in causa. Non mi preoccupa stare in panchina. Avrò il mio spazio”.

Le rapine e i ristoranti – “A Napoli spesso i giocatori vengono rapinati per strada “Spero non capiti mai a me. Tuttavia sono del parere che non bisogna avere paura di camminare in città. Bisogna godersi la vita e non nascondersi in casa per paura di essere derubati. Più volte con Milik sono stato in alcuni ristoranti di Napoli. A fine pranzo il cameriere ci dice che non dobbiamo pagare. Per noi è buono, ma per i locali no perchè devono vivere anche loro”, ha concluso l’ex Empoli.

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