Sarri: “In C2 incrociai Allegri, ci dissero che non eravamo veri allenatori”

Sarri: “In C2 incrociai Allegri, ci dissero che non eravamo veri allenatori”

Il simpatico aneddoto raccontato dal tecnico del Napoli

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Maurizio Sarri ha raccontato gli inizi della sua carriera in una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport. Il tecnico del Napoli ha rivelato dettagli e aneddoti dei primi passi del suo percorso da allenatore. “Gli ultimi anni della mia carriera da calciatore, niente di che, li ho fatti a Stia, in prima categoria – ha spiegato –. Durante il campionato mi chiesero anche di allenare, avevo trentuno anni e una certa predisposizione a organizzare e forse a dirigere. Pensi che una volta, con gli allievi del Figline, dovevamo giocare, la domenica mattina, una partita importante. Il sabato però l’ allenatore litigò violentemente col presidente e si dimise. Per solidarietà con lui se ne andarono anche i dirigenti accompagnatori e tutti gli adulti. Per fortuna restò l’autista del pullman. Insomma andammo al campo degli avversari e io feci tutto, decisi la formazione, scrissi la nota e dissi all’ arbitro che l’allenatore purtroppo non poteva esserci perché si era sentito male, una cosa assai seria, ed era restato in pullman. Faccio notare che avevo quindici anni e pure che poi la vincemmo quella partita. Allo Stia avevo detto che avrei tenuto la squadra qualche settimana ma poi mi appassionai. Mi piaceva molto più allenare che giocare. Passai al Monte San Savino. E vincemmo tutti i campionati, passando dall’eccellenza alla serie C. Pensi che il presidente si chiamava come lei, Veltroni, Giorgio Veltroni. Ma io ero diviso. Lavoravo in banca, mi occupavo dei cambi ed ero bravo. Manovravo decine di milioni e difficilmente sbagliavo operazioni. Avrei avuto una bella carriera, credo. E intanto avevo un buon stipendio. Ma allenare era infinitamente più bello. E poi con l’arrivo dell’euro c’era poco da giocare con i cambi. Insomma parlai con la famiglia e decisi. O Il calcio o la banca, mi dissi. E scelsi, non senza sofferenza. Passai alla Sangiovannese, sempre in zona, nell’aretino. Lì incrociai Allegri? Sì, ci fu una partita tra Sangiovannese e Aglianese, la squadra che Max allenava. Finì zero a zero, senza neanche un tiro in porta. Una noia mortale. Alla fine uno degli spettatori, che era anche un mio amico, gridò “Se siete allenatori voi due…””.

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