Nino D’Angelo: “La 10 del Napoli a Insigne? È di proprietà di Diego Maradona”

Nino D’Angelo: “La 10 del Napoli a Insigne? È di proprietà di Diego Maradona”

Il punto di vista del cantautore napoletano, Nino D’Angelo: giusto dare la maglia numero 10 a Lorenzo Insigne?

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È uno dei temi maggiormente discussi nell’ambiente napoletano in queste settimane: in vista della prossima stagione, sarebbe opportuno concedere a Lorenzo Insigne, oro di Napoli, la maglia numero 10 che è stata di Diego Armando Maradona.

Anche su questo argomento è stato incalzato il cantautore Nino D’Angelo, da sempre tifoso dei partenopei. “La maglia numero 10 a Lorenzo Insigne? Deve fare ancora molte cose. Non gli stiamo dando un numero 10 a caso, gli stiamo dando la maglia di Diego Armando Maradona. E’ il proprietario di quella maglia“, ha detto in occasione della presentazione del concerto che terrà il 24 giugno al San Paolo.

“Ringrazio il sindaco per cantare nello stadio dello scudetto, proprio nell’anno in cui festeggiammo il primo scudetto – ha continuato D’Angelo -. Ci sono tutti gli ingredienti per fare una bella festa. Mi sono emozionato. Ho avuto il piacere di cantare al San Carlo e di conoscere meglio la politica. A volte anche De Magistris, nonostante sia il sindaco, a volte deve chiedere le chiavi della città a qualcun altro. Per me questo è un sogno. Sono emozionato, perché non avete idea di quanto io sia napoletano. Casa mia a Roma è tutta napoletana, ci sta solo una signora delle pulizie con la quale ci vogliono due vocabolari per capirci: napoletano-italiano e poi dall’italiano alla sua lingua. Dovevamo stare un po’ di più in mezzo al campo, ma siccome sono troppo tifoso del Napoli: non si deve scassare neanche un filo di erba, dobbiamo giocare i preliminari di Champions League. Non sia mai Dio si dice che Nino D’Angelo ha scassato il terreno. Un altro po’ andavo a cantare sulla curva. Comunque abbiamo parlato a con De Laurentiis, abbiamo chiamato l’agronomo e gli abbiamo chiesto: “A putimm fa crescere st’erba ambress ambress?”. Puntiamo ai 15mila spettatori. Ho voluto solo ospiti napoletani, ho dovuto rifiutare nomi forti per essere coerente con me stesso. Mi sarebbe piaciuto se ci fosse stato Pino Daniele, anche perché ci sarebbe potuto essere… Ma ci siamo noi che lo abbiamo amato. Lo festeggeremo al San Paolo. Canterò una canzone che scrissi quando il Napoli andò in serie C. Io sono stato il terrore per quelli del nord, un altro po’ non mi facevano entrare nei ristoranti nel nord Italia. Ho subito razzismo sia come napoletano sia personalmente“.

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