Morte Cruyff, Mertens: “Indosso la 14 in suo onore”. E sugli attentati a Bruxelles…

Morte Cruyff, Mertens: “Indosso la 14 in suo onore”. E sugli attentati a Bruxelles…

Le parole del giocatore del Napoli.

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L’annuncio della sua morte è arrivata quasi come un fulmine a ciel sereno.

Johan Cruyff è spirato ieri a Barcellona, all’età di 68 anni, dopo una lunga lotta contro il cancro. Una notizia che ha scosso il mondo del calcio. Diversi i messaggi d’affetto ricevuti dal tre volte Pallone d’oro. Anche Dries Mertens, ala del Napoli e della Nazionale belga, ha reso omaggio alla leggenda ex Barcellona. “E’ un giorno nero per i Paesi Bassi e il mondo del calcio. Se indosso la maglia numero 14, è per lui”, le sue parole ai media belga.

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Attentanti a Bruxelles – Fra i temi trattati dal classe ’87 anche gli attentati che hanno colpito Bruxelles e sconvolto l’Europa intera. “Tutto quello che mi hanno raccontato è stato incredibile, terribile. Un mio amico mi ha detto che in aeroporto c’era sangue e feriti dappertutto. Com’è possibile che succeda una cosa del genere in Belgio? A tavola mercoledì ne abbiamo parlato fra giocatori – ha dichiarato Mertens -, personalmente spero che tutti i feriti si rimettano bene. Ho ricevuto un numero incredibile di mail e sms dall’Italia, è come se il Belgio sia in guerra. Sul campo non pensi ad altro che al calcio, siamo contenti di poter giocare contro il Portogallo”. Si, perché l’amichevole fra Belgio e Portogallo – originariamente prevista martedì 29 a Bruxelles e poi cancellata dopo gli attentati – si svolgerà nello stesso giorno, ma a Leiria, a campi invertiti.

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Napoli e Maradona – Chiosa finale sulla sua esperienza alla corte di Maurizio Sarri. “Il mio minutaggio al Napoli? È raro che una squadra che vince cambi in campionato. Purtroppo in Europa League siamo stati eliminati ai sedicesimi di finale, siamo stati sfortunati. Il mister e tutto lo staff mi considerano comunque un elemento importante e io mi sento un titolare anche quando parto dalla panchina. E poi è un privilegio avere un tifoso come Maradona. Ho sentito che mi ha fatto i complimenti, per me è motivo d’orgoglio anche se non lo conosco personalmente”.

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