Gabbiadini: “Se soffrissi la pressione, non giocherei al Napoli. Io meccanico? Mi divertivo”

Gabbiadini: “Se soffrissi la pressione, non giocherei al Napoli. Io meccanico? Mi divertivo”

L’intervista all’attaccante del Napoli in vista del match contro il Crotone: “Cito due allenatori: il primo è Ciro Ferrara, perché quando giocavo poco nell’U21 mi ha sempre schierato titolare e poi Mihajlovic che alla Samp ha creduto in me”.

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Milik out: in casa Napoli scatta l’ora d Manolo Gabbiadini, autore del momentaneo 2-2 in Champions contro il Besiktas (poi i turchi hanno vinto per 3-2 al San Paolo).

L’attaccante dei partenopei è stato intervistato da Laura Barriales per la TV ufficiale della Serie A: una chiacchierata a 360°. Si parte dal momento, non proprio positivo, attraversato dagli azzurri. “Se vivo la pressione di uomo del momento? Vivo serenamente, se soffrissi la pressione non giocherei a Napoli, invece vivo e mi alleno tranquillo e do il massimo, tutto qua. Se questa è la mia occasione? Mi spiace per Milik, anzi ne approfitto e gli faccio in bocca al lupo insieme al mio compagno di Nazionale Montolivo. Certo, questo infortunio è la mia occasione ma la devo vivere con tranquillità. I numeri sono a mio favore: ho fatto parecchi gol e sono contento e fiero di essere nel Napoli anche se ho giocato poco”.

Quindi si torna a un anno fa. “Con la squalifica di Higuain, quando andavo nel centro di Napoli, mi facevano forse sentire troppo importante, ho vissuto stranamente quei momenti, però 3 gol in 3 partite li ho trovati. È andata bene però dai anche grazie ai miei compagni”.

Che giocatore è Gabbiadini? “Che giocatore sono? Poco bravo con le parole, meglio in campo: so adattarmi a vari moduli: sono forte nel tiro e abbastanza forte fisicamente”. Quali mentori? “Ne cito 2: il primo è Ciro Ferrara, perché quando giocavo poco nell’U21 mi ha sempre schierato titolare e poi Mihajlovic che alla Samp ha creduto in me. È uno lui che ti parla in faccia, e in questo tipo di rapporto per me è molto meglio, do il meglio di me”. Nessuna menzione, dunque, a Sarri. “Io meccanico? Sì, è vero, ho lavorato un anno e mezzo per una ditta di parenti, di mio zio, e dopo il mio esordio a Parma sono anche andato a lavorare ed ero fiero di farlo, mi divertivo. I motori sono la mia passione, diciamo più un divertimento che un lavoro“. In famiglia c’è un’altra giocatrice, è Melania Gabbiadini, capitano della Nazionale Italiana di calcio femminile. “Lei come Messi? Giocava anche all’oratorio. Ricordo un episodio: c’era una palla un po’ difettosa, scheggiata: lei ha un destro micidiale, con un tiro l’ha stampata sulla traversa e l’ha sgonfiata! Me lo ricordo bene!”.

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