Fabio Cannavaro: “Rimpiango di non aver vinto lo scudetto con il Napoli. Spero che Insigne ci riuscirà”

Fabio Cannavaro: “Rimpiango di non aver vinto lo scudetto con il Napoli. Spero che Insigne ci riuscirà”

L’ex difensore della Juve e della Nazionale, Fabio Cannavaro, ha parlato del suo amore per il Napoli e ha ricordato il giorno dello scudetto vinto da Maradona e compagni.

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Intervenuto ai microfoni de ‘Il Mattino’, l’ex difensore Fabio Cannavaro, attualmente allenatore del Tianjin Quanjian, ha parlato della sua esperienza da giocatore e soprattutto da tifosi del Napoli. Queste le sue parole:

La mia volta che risposi alle domande di un giornalista ancora la ricordo, era il 10 maggio dell’87. Il giorno del primo scudetto del Napoli. Avevo tredici anni e giocavo con la mia squadra, i Giovanissimi del Napoli. Un giornalista parlò con alcuni di noi sulla rampa del sottopassaggio mentre eravamo in attesa di raggiungere gli spogliatoi. Nome, cognome, età e ruolo, questa la domanda. Ci chiese poi cosa provassimo a poche ore dalla partita che stava per consegnare il primo scudetto al Napoli. Ed io risposi: ‘È un sogno’. Venivo dall’Italsider, dal campo di Bagnoli dove mi accompagnava papà Pasquale ,che era stato difensore. La società ci dava un tesserino per assistere alle partite nella Tribuna laterale del San Paolo. Ma a me non bastava. Chiedevo ripetutamente al mio mister di essere convocato come raccattapalle. Volevo vivere da vicino l’emozione delle partite di Maradona, Giordano, Carnevale, Bruscolotti, Ferrara. Mi sistemavo nei pressi delle bandierine degli angoli, tra la Curva A e i Distinti o la Tribuna laterale perché Maradona andava a battere gli angoli e io volevo fotografarlo. Mettevo nella tasca della tuta la macchinetta con il rullino e scattavo, scattavo… Ogni partita diventava una collezione per il mio album – ha ricordato Cannavaro -. Il giorno della partita che avrebbe consegnato la scudetto al Napoli, mi misi la tuta sociale marchiata Nr e uscii presto di casa. Ricordo ogni attimo di quel giorno. Adrenalina a mille, la città era tutta azzurra e tricolore, c’erano striscioni dovunque. E i caroselli delle auto erano cominciati già alcuni giorni prima. I cancelli dello stadio aprirono prestissimo. Si faticava a bordo campo, come sugli spalti, a trattenere l’emozione. Non vedevo l’ora che l’arbitro fischiasse. E quel fischio arrivò. Mi misi ad inseguire Carnevale che faceva il giro di campo col bandierone tricolore. Capirete l’emozione quando anni dopo vidi la foto di quel momento…Anche noi quella domenica ci sentimmo campioni – ha raccontato Fabio Cannavaro -. Un rimpianto? Quello di non aver vinto lo scudetto nella mia città, ma quando andai via nel 1995, dopo appena due stagioni in serie A, la società aveva problemi finanziari e cedermi fu una necessità. Lo auguro ad Insigne ora e a tutti i giovani calciatori del Napoli”

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