Il decreto di Giorgia Meloni: “Dirigenti federali? Tutti ieri avrebbero dovuto scusarsi e salutare. Il calcio italiano…”

Il decreto di Giorgia Meloni: “Dirigenti federali? Tutti ieri avrebbero dovuto scusarsi e salutare. Il calcio italiano…”

L’Onorevole Giorgia Meloni è stata ospite questa mattina negli studi di RTL 102.5 durante “Non Stop News” e ha detto la sua anche in merito alla disfatta della Nazionale italiana

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Anche Giorgia Meloni dice la sua sulla disfatta della Nazionale del ct Gian Piero Ventura.

Così come fatto da Matteo Salvini (Leggi qui) che aveva attribuito i risultati negativi della selezione italiana alla presenza di troppi stranieri nei settori giovanili, anche l’Onorevole ed ex Ministro della Gioventù sotto il governo Berlusconi, ospite stamattina negli studi di RTL 102.5 durante il programma radiofonico “Non Stop News“, non si è di certo risparmiata con le parole ed accuse pesanti. Di seguito le sue forti dichiarazioni.

Lo stato di salute della Nazionale di calcio è lo stesso del nostro Paese?
“Spero di no, nel senso che non è stata una bella partita, anche se forse è stata la migliore tra quelle che abbiamo visto ultimamente. Mi sveglio come tutti gli italiani un po’ più avvilita ma è un tema, quello della sconfitta dell’Italia e l’uscita dai Mondiali, è un dato drammatico per la credibilità internazionale perché, che ci piaccia o no, la credibilità di una Nazione si misura anche attraverso lo sport e non è un caso che le Nazioni investano su questo, e sul piano economico. Il calcio è una delle principali industrie italiane e ci sono una serie di studi che dicono che, in qualche maniera, le sconfitte sportive, soprattutto una importante come questa, generano nella Nazione una depressione che ci rende anche meno produttivi. Questo per dire che la questione va ben oltre il ‘vorrei sventolare il tricolore’ ai Mondiali di calcio del 2018, però temo fosse una sconfitta annunciata, nel senso che nel calcio come in altri ambiti se ti concentri solo sugli stranieri e non investi sul vivaio italiano questo è il risultato. Per cui oggi se il calcio italiano non impara che deve investire sui giovani italiani, sul vivaio, sullo sport, obiettivamente non cambierà niente, prendete l’esempio dell’Islanda. Una nazione che non ha un milione di abitanti che arriva al Mondiale perché ormai 20 anni fa la politica islandese ha fatto la scelta di investire molto sullo sport di base per combattere i fenomeni di dispersione e oggi sono una delle nazioni che sta avendo i migliori risultati, l’Italia ha fatto il contrario”.

Si può essere scarsi ma non è legittimo essere codardi. Non spetta alla politica, ma lei chiederebbe a Malagò di chiamare Tavecchio? Non ha detto nulla, è scappato e si è preso 48 ore…
“Per come sono fatta io, si sa che sono abbastanza istintiva, per me ieri sera erano più di una le persone che avrebbero dovuto dire ‘Ok, scusate, ho sbagliato, arrivederci’ ma non sono così competente per dire di chi è la responsabilità. Vero è che abbiamo assistito a un generale  ‘Ne parlerò col Presidente, mi prendo del tempo, non so, adesso vediamo’ che mi pare il giusto epilogo di questo dramma e un po’ lo giustifica anche, nel senso che se erano questi che dovevano portare la Nazionale alla vittoria capisco che poi non ci sia arrivata“.

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