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Milan, Maldini: “Gattuso? Merita la riconferma, necessario credere al quarto posto. Nazionale? Disponibile a parlarne, ma…”

Milan, Maldini: “Gattuso? Merita la riconferma, necessario credere al quarto posto. Nazionale? Disponibile a parlarne, ma…”

Le parole dello storico capitano del Milan a margine dell'evento organizzato da William Hill.

Mediagol22

Paolo Maldini, storica bandiera del Milan, era presente ieri ad un evento organizzato da 'William Hill' come protagonista del progetto #ChiediloAlCapitano, che promuove le interazioni tra il bookmaker britannico ed i personaggi del mondo del calcio italiano.

L'ex difensore rossonero ha commentato ai microfoni di 'Premium Sport' il momento che la compagine di Rino Gattuso, sconfitta ieri Europa League dall'Arsenal, sta vivendo.

"L’Arsenal ultimamente stava giocando molto male ma in Europa trovi giocatori di livello, il ritmo è un altro, l’arbitro non fischia mai e se non sei abituato succede quello che è successo. Questo è il problema per tutte le italiane. La sconfitta non ci voleva perché ha minato le certezze. Quando rincorri non si può mai cadere. Ora è molto, molto difficile. Apprezzo il lavoro di Rino Gattuso, merita la riconferma per quello che ha fatto. Ha dimostrato grinta ma anche capacità, figlia di esperienze importanti. Anche se non ha mai allenato squadre di vertice prima del Milan, ha dimostrato di poter far bene. In campionato non so se il Milan possa effettivamente centrare la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. È difficile perché non può più sbagliare. Sicuramente la squadra deve credere al quarto posto perché se avesse giocato e vinto il derby sarebbe andato a quattro punti dall’Inter. Certo poi ci sono anche Roma e Lazio. Crederci è necessario per il Milan ma naturalmente un inizio di stagione così difficoltoso ha complicato le cose."

L'ex capitano del Milan, ad oggi fondatore e proprietario del Miami FC, si è, inoltre, espresso a proposito del suo futuro nel mondo del calcio:

"Pentito di non essere tornato al Milan? No, assolutamente. Le mie decisioni sono state prese dopo aver fatto dei ragionamenti e sono assolutamente convinto della scelta che ho fatto. Sono disponibile a lavorare per il rinnovamento del calcio italiano, stimo le persone che ora hanno preso in mano la situazione e penso di avere la loro stima, ma da qui a dire che ci sarà un coinvolgimento è ancora presto. Io amo questo sport e questo ambiente che ha sempre fatto parte della mia vita ma non è detto che io debba in futuro lavorare nel calcio. Non l’ho fatto negli ultimi 9 anni e vedremo cosa mi darà il futuro."