Milan, Gravina attacca Bakayoko e Kessie: “Mostrare la maglia di Acerbi è un gesto indegno”

Milan, Gravina attacca Bakayoko e Kessie: “Mostrare la maglia di Acerbi è un gesto indegno”

Il presidente della Figc ha commentato il gesto compiuto dai due rossoneri al termine della sfida contro la Lazio

Continua a far discutere il gesto compiuto da Franck Kessie e Tiémoué Bakayoko.

Pochi giorni fa è andata in scena la sfida tra il Milan e la Lazio, un vero e proprio scontro diretto per conquistare un posto nella prossima edizione della Champions League: a trionfare sono stati i rossoneri che si sono imposti per 1 a 0 grazie al calcio di rigore trasformato da Kessie.

Il post partita è stato caratterizzato da un episodio alquanto curioso, dal momento che il centrocampista ivoriano e Bakayoko hanno mostrato al loro pubblico la maglia di Francesco Acerbi, difensore dei biancocelesti.

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Il procuratore federale, Giuseppe Pecoraro, aveva chiesto di applicare la prova tv per i due calciatori, e il Giudice Sportivo, Gerardo Mastrandrea, sarà chiamato domani a deliberare in merito all’accaduto, ma intanto in molti si sono fatti avanti per manifestare il proprio parere sulla questione.

Tra questi vi è Gabriele Gravina, presidente della Figc, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni nel corso de ‘La Politica nel Pallone‘ su Gr Parlamento: “Quello che è avvenuto a San Siro è un atteggiamento irriguardoso, come ha detto anche il sottosegretario Giorgetti, è indegno. Va punito, denunciato e valutato secondo le violazioni delle norme e dei principi etici del nostro mondo. Esibire la maglia come uno scalpo credo che generi qualche reazione antipatica che noi dobbiamo prevenire. Ci sono state punzecchiature sui social e, come ha detto Gattuso, ci vorrebbero un po’ meno social e un po’ più lavoro. Acerbi è un ragazzo straordinario, dando la sua maglia e stringendo la mano ai giocatori del Milan ha dimostrato di voler chiudere ogni polemica“.

Bisognerà dunque aspettare domani per comprendere la decisione del giudice, ma sembra comunque mancare il requisito della condotta violenta e gravemente antisportiva.

 

 

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