MICCOLI DALLA PARTE DEI TIFOSI “Vogliono solo onestà e chiarezza”

Di Dolores Bevilacqua Dal coro unanime della dirigenza rosanero ieri si è alzata una nota stonata o – per meglio dire – un acuto, quando, durante la conferenza stampa che si è tenuta al “Tenete Onorato”, Fabrizio Miccoli si è espresso a ruota libera sul momento più difficile vissuto nel Palermo, forse il più difficile della sua intera carriera. Tre sono stati i punti nodali su cui il Capitano ha detto la sua, distaccandosi nettamente dalla linea della società e, in particolare, dal presidente Zamparini, che, in più di unoccasione nelle sue dichiarazioni alla stampa su twitter e, più di recente, in una lettera aperta, aveva “bacchettato” la tifoseria palermitana, a suo dire “catastrofica” riguardo il flop iniziale della squadra, che, invece, sarebbe attrezzata – secondo il patron – per lottare già da questanno per lEuropa, con la rosa attuale, rosa che sarebbe addirittura al livello, se non più forte, di quella che fino allo scorso campionato aveva regalato gol e successi contro le cosiddette grandi. Il primo punto toccato dal capitano ha riguardato il senso di scoramento di buona parte della tifoseria, riguardo la prospettiva di una non scontata permanenza in A alla fine del campionato. Nella sua analisi, invece di sminuire il sentimento dei tifosi, etichettandolo come una qualche forma di isteria collettiva, ne ha riconosciuto la legittimità dichiarando : “Secondo me non ci deve essere tutto questo pessimismo, siamo ancora alla seconda giornata. Ci deve essere la giusta preoccupazione, dobbiamo cercare almeno di giocare a calcio, ma il tempo per fare bene cè e questo è quello che mi auguro. La gente vuole da noi se non il risultato almeno la prestazione, siccome non è stato così nelle ultime due partite ci stanno anche i fischi”. Proseguendo nella conferenza il numero 10 rosanero ha dimostrato una profonda comprensione del pensiero del tifoso palermitano, che, al momento, mal sopporta le dichiarazioni societarie a proposito dello spessore della rosa del Palermo e della non necessità di rafforzare lattuale organico: “Bisogna essere onesti con le persone, abbiamo perso tantissimo questa estate, abbiamo cambiato tanto e quindi cè da ripartire da zero… da quello che sentivo, sui giornali e da quello che si respirava, mi sarei aspettato qualcosa, non pensavo rimanessimo questi qua, ma il mercato è finito. Ho sentito dire che questa squadra è come quella dellanno scorso. Invece non è così, perché se un giocatore è andato allInter, uno alla Roma e due alla Fiorentina, non può mai essere che non abbiamo perso niente. Questanno abbiamo perso giocatori importanti anche fuori dal campo, gente che qui dava tutto a 360 gradi e non solo nei 90 minuti”. Infine, riguardo gli obiettivi di questanno, con fermezza e forte senso di responsabilità, ha detto quello che tutti i palermitani già sanno, obiettivi che, invece, per la società di Via Del Fante, come se vivesse in un mondo parallelo, si continuano a misurare parlando di Europa: “Si è fatto lesempio dellUdinese che ha perso cinque partite di seguito e poi è andata in Champions League. Però nessuno dalle loro parti ha detto che devono andare in Champions, ogni anno parlano sempre di salvezza, poi partita dopo partita hanno fregato tante squadre arrivando in Champions League. Però è giusto essere onesti con le persone”, aggiungendo poi “Il Palermo era una squadra che aveva un po di tutto: esperienza, giovani forti. Era una squadra che aveva tutto e puntava per altri traguardi. Se arrivavamo dopo lottavo posto avevamo fallito, ma perché era diversa anche la squadra. Le cose però cambiano, i cicli finiscono, le società cercano di riorganizzarsi. Bisogna andare avanti con quello che abbiamo cercando di fare il massimo e cercare di salvarsi. Inutile girarci intorno, non siamo la squadra dellanno scorso ma abbiamo tutte le carte per potercela giocare con le altre squadre che hanno il nostro stesso livello. Possiamo salvarci bene e poi chissà, toglierci delle belle soddisfazioni contro squadre importanti. Questo deve essere lobiettivo, la Serie A è difficile e quindi non possiamo chiedere più di questo”. Sannino aveva stupito con la schietta e controcorrente ammissione di “difficoltà” della squadra, addossandosi tutte le responsabilità dei recenti insuccessi, nel tentativo di rasserenare il clima turbolento che agita la tifoseria. Miccoli, capitano dentro e fuori dal campo, ha fatto di più: con le sue parole è riuscito, probabilmente, a riannodare i fili della passione di una tifoseria amareggiata non tanto per le sconfitte, ma per un diffuso senso di presa in giro, che fa paura, perché il voler negare levidenza da parte della dirigenza ha dato la sensazione di una frattura insanabile tra tifo e società, preludio ad una uscita di scena Zamparini “Il tifoso, in particolare quello palermitano, ormai lo conosco. Le persone vogliono lonestà, la chiarezza…”, parole sante, Capitano!

(13/09/2012) ()

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