Aspettando il Lecce… Bisogna vincere, perché prima della fine può esserci un nuovo inizio

Aspettando il Lecce… Bisogna vincere, perché prima della fine può esserci un nuovo inizio

La prossima gara di campionato dei rosanero vista dal giornalista Alessandro Amato

Di Alessandro Amato 

Alessandro Amato, giornalista PalermoSiamo fuori dalla zona della promozione diretta, ma mancano ancora dodici partite e il campionato, finora, ha detto che possiamo giocarcela con tutti. Forse (sottolineo, forse) non con il Brescia, che ha cinque punti in più ed ha il vantaggio, in caso di arrivo a pari punti, degli scontri diretti (i lombardi, però, devono ancora riposare). La sfida contro il Lecce, che sta un punto dietro il Palermo, vale doppio. E non solo per la classifica.

Vale doppio perché arriva a conclusione di un’altra settimana infuocata e perché segue l’allarmante prestazione di Crotone. Si può perdere con la penultima della classifica? Sì, ma non in quel modo. Un Palermo molle, nella testa e nelle gambe. E non è stato un caso isolato: nelle sei partite del girone di ritorno tre sconfitte e una sola vittoria. Cosa è successo durante la sosta di gennaio?

Bisognerebbe capire, anche, cosa accadrà al Palermo. De Angeli e Foschi assicurano che giorno 15 il club passerà in buone mani. Chi troverà la forza per tuffarsi in questo manicomio rosanero per riportarlo alla normalità, alla serenità, alle cose semplici del calcio? Alla partita con il Brescia si sono presentati in 22mila. Alla partita con il Lecce si presenterà un numero decisamente ridotto di tifosi. Ma gli amici non dovrebbero scendere in campo nel momento del bisogno?

Intanto, bisogna battere il Lecce. Al Barbera non si fa festa dal 27 dicembre (la precedente vittoria casalinga era datata 11 novembre). Bisogna vincere e c’è poco da scherzare, perché il futuro passa dalla promozione. Stellone e i giocatori, che tante volte abbiamo giustamente lodato, devono ritrovare la forza, la grinta e la convinzione. Sono soli, contro tutto e contro tutti. Se si afflosciano anche loro è una tragedia. Ecco perché bisogna vincere: perché prima della fine ci può essere un nuovo inizio.

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