Moggi su Juventus-Lazio: “Ecco che match mi aspetto. Biglia? Non chiamatelo campione…”

Moggi su Juventus-Lazio: “Ecco che match mi aspetto. Biglia? Non chiamatelo campione…”

L’intervista all’ex direttore generale della Juventus in vista della gara di domenica allo Stadium.

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Due giorni e sarà Juventus-Lazio, match valido per la ventunesima giornata di Serie A.

Domenica pomeriggio, nel lunch-match in programma allo Stadium, la squadra di Massimiliano Allegri dovrà far dimenticare l’inaspettato scivolone di Firenze. Di questo, e di altro ancora, ha parlato Luciano Moggi ai microfoni d Laziopress.it.

“Sarà senza dubbio una bella partita, combattuta. Entrambe le squadre potrebbero vincere, la Lazio non andrà a Torino per chiudersi nella propria metà campo. Resta da vedere se la Juventus reagirà al passo falso di Firenze – ha dichiarato l’ex direttore generale dei bianconeri -, ma dubito che gli uomini di Allegri si faranno cogliere nuovamente impreparati. Per questo motivo penso i bianconeri siano i favoriti, anche se questa Lazio sta facendo molto bene, e proverà a fare risultato”.

LAZIO – “Credo sia difficile che la Lazio possa raggiungere i fasti dei primi anni 2000′, squadre come la Roma e l’Inter le sono davanti. In particolare i nerazzurri, con Pioli alla guida hanno ritrovato un’identità di gioco. Biglia è un buon giocatore, ma non un campione? Ne sono ancora convinto. Biglia può far comodo a qualsiasi squadra, e la Lazio dovrebbe rinnovare il suo contratto. Ma non chiamatelo campione… Secondo me nessun giocatore della Lazio può fare al caso della Juventus, nemmeno quel Sergej Milinkovic Savic spesso accostato ai colori bianconeri, e che quest’anno sta dimostrando di possedere qualità non indifferenti. Il giocatore non mi dispiace, possiede fisicità e un ottimo colpo di testa, e contro il Genoa ha dimostrato di saperci fare anche con i piedi, segnando un bel gol. Ma credo che alla Juventus manchi un po’ di estro che i bianconeri hanno perso con la partenza di Pogba, ma rifiutare 100 milioni è impossibile. A differenza della dirigenza attuale, che con la cessione di Pogba ha preferito investire pesantemente sul solo Higuain, con la cessione di Zidane nel 2001 facemmo un ragionamento diverso. Volevamo cambiare rotta, costruendo una squadra combattiva, e per questo acquistammo Buffon, Thuram, ma soprattutto Pavel Nedved”, ha concluso Moggi.

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