Juventus: Processo Agnelli, ecco cosa chiede l’accusa. Sentenza prevista per la prossima settimana

Juventus: Processo Agnelli, ecco cosa chiede l’accusa. Sentenza prevista per la prossima settimana

Continua il processo contro il presidente del club bianconero, in dettaglio la richiesta dell’accusa e la risposta della difesa.

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Nella giornata di ieri è continuato il processo sportivo contro il numero uno della Juventus, Andrea Agnelli, il quale, alle ore 14 si è presentato a Roma davanti al tribunale della Figc.

Come già anticipato, “sono falliti ormai tutti i tentativi di patteggiamento dopo la sospensione dello scorso 26 maggio, arrivata una settimana prima della sconfitta durante la finale di Champions League del 3 giugno a Cardiff“.

(Juventus: riparte il processo ad Andrea Agnelli, adesso rischia…)

L’accusa da parte del procuratore federale Giuseppe Pecoraro è sempre la stessa: aver violato l’articolo 12, quello che regola i rapporti con i tifosi, per l’eccessiva dotazione di biglietti “favorendo consapevolmente il bagarinaggio, partecipando personalmente a incontri” con ultrà vicini alla ‘ndrangheta, per “acquisire la benevolenza degli ultras“. Ma andiamo a vedere le richieste dell’accusa e la risposta della difesa.

LA RICHIESTA DELL’ACCUSA
Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha richiesto “due anni e mezzo di inibizione per il presidente della Juventus Andrea Agnelli.

LA RISPOSTA DELLA DIFESA
Franco Coppi, legale del presidente del club bianconero, ha commentato così le richieste di condanna da parte dell’accusa: Se puntiamo alla assoluzione completa? Beh, certo. Quando ci aspettiamo la sentenza? Il collegio ha dieci giorni di tempo, quindi da qui a dieci giorni. Una richiesta pesante? La procura fa il suo mestiere, in genere non siamo abituati a fare previsioni, se un mese o l’ergastolo. L’importante qui è contrastare gli argomenti dell’accusa“.

LE ALTRE RICHIESTE
Oltre alla richiesta formulata nei confronti di Agnelli, il procuratore federale ha chiesto la disputa di due partite interne a porte chiuse, la chiusura della Curva Sud e un’ammenda di 300.000 euro per la Juventus. Per gli altri imputati, chiesti 6 mesi di inibizione per l’ex direttore commerciale della Juve Francesco Calvo (ora al Barcellona), due anni per Alessandro Nicola D’Angelo (security manager) e un anno e 6 mesi per Stefano Merulla, responsabile della biglietteria. Per tutti, presidente Agnelli compreso, è stata richiesta l’estensione delle sanzioni sia in ambito Uefa che Fifa.

La sentenza è prevista nei primi giorni della prossima settimana.

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