Atalanta-Juventus, la tesi de Il Mattino: “Allegri senza vergogna…”

Atalanta-Juventus, la tesi de Il Mattino: “Allegri senza vergogna…”

Il quotidiano partenopeo vola all’attacco e punge duramente il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri furibondo.

L’allenatore dei campioni d’Italia, nella consueta conferenza stampa post-gara, era particolarmente nervoso, tanto che ha esordito dicendo: “Meglio parlare della partita, stasera non sono di buon umore e mi girano le scatole”. La causa dell’incandescente rabbia di Allegri, è stata l’espulsione di Rodrigo Bentancur.

Al triplice fischio finale di Atalanta-Juventus – gara terminata 2-2 allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” -, il tecnico bianconero, si è lasciato andare ad un duro sfogo, dettato dalle continue lamentale e pensieri complottistici nei confronti della Vecchia Signora.

L’inaspettata, e forse un po’ esagerata, reazione di Allegri non è affatto passata inosservata, ed è stata analizzata dall’edizione odierna de Il Mattino.

 Di seguito, un breve estratto.

Allegri è senza vergogna. Il tecnico della capolista non è abituato a perdere, nemmeno a pareggiare. Ma ricordando che è un vincente rischieremmo di nobilitare la sua protesta, che invece di nobile non ha proprio niente. È nervoso e si lamenta, l’allenatore della squadra più riverita d’Italia, perché per una volta le regole sono state applicate esattamente come prevede il manuale. Perché un suo calciatore è stato espulso dopo due fallacci, sacrosanta espulsione agli occhi di tutti ma non ai suoi: forse, chissà, non se lo aspettava questo gesto poco natalizio da un conterraneo, l’arbitro Banti, un livornese come lui. Sì, un concittadino dell’allenatore chiamato ad arbitrare la partita forse più tosta che la squadra strisciata si sia trovata a giocare nelle ultime settimane: però tutti zitti, fino al fischio finale, tutti zitti tranne lui, l’allenatore illuso e tradito che ha dovuto addirittura ingoiare un controllo Var che gli ha negato il gol della vittoria a pochi minuti dalla fine. Povero allenatore della squadra più coccolata e rispettata nella storia del calcio”.

 

 

 

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