Cabral: “Genoa, non mi ero mai allenato così”

Cabral: “Genoa, non mi ero mai allenato così”

Genova nei primi mesi gli ha dato il benvenuto così. “Sono stato all’acquario, mi ha impressionato lo stadio, mi sono piaciuti il centro e il lungomare. Da poche settimane mi sono.

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Genova nei primi mesi gli ha dato il benvenuto così. “Sono stato all’acquario, mi ha impressionato lo stadio, mi sono piaciuti il centro e il lungomare. Da poche settimane mi sono stabilito ad Arenzano e l’impatto è stato positivo, un posto tranquillo a misura di famiglia”. Adilson Cabral corre verso un nuovo capitolo della sua carriera, transitata per la Champions e la Premier League. Come a dire, non l’ultimo arrivato. “Non avevo mai lavorato in maniera così specifica a livello atletico. Tanta palestra, tante corse. Tutte le settimane. Mi sto adattando ai ritmi, a questo stile di allenamenti nella convinzione che avrò dei vantaggi. L’intesa migliora e spero di dare il mio contributo a mister, squadra e compagni. Trentacinque punti sono un bel capitale: l’obiettivo salvezza è vicino, ma non ancora raggiunto. Partita dopo partita scendiamo in campo per ottenere il massimo, senza porci altri traguardi se non quello”. Il buonumore non gli manca. Retaggio della melatonina di cui ha fatto il pieno da bambino nell’arcipelago di Capoverde? Mare e sole a volontà, prima di aprire l’ombrello in Svizzera e Inghilterra. E ora doccia genovese? “Anche qui sono due mesi che piove, prima o poi finirà. Domenica non era facile controllare il pallone, è caduta parecchia acqua nei giorni prima. In Italia anche l’aspetto tattico è curato nei minimi dettagli, Gasperini dà informazioni precise sul modo di affrontare gli avversari”.

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