Vice Pres. Leicester rivela: “Vardy arrivava agli allenamenti ubriaco. Quando lo acquistai mi presero per matto”

Vice Pres. Leicester rivela: “Vardy arrivava agli allenamenti ubriaco. Quando lo acquistai mi presero per matto”

Il numero due della squadra campione d’Inghilterra ha raccontato alcuni retroscena sull’attaccante delle ‘Foxes’.

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Il culmine della carriera per l’attaccante del Leicester, Jamie Vardy, è arrivato a 29 anni sotto la guida del tecnico Claudio Ranieri. Una rivincita per entrambi che insieme hanno scritto una delle più belle pagine della storia del calcio.

Il centravanti di Sheffield in questa stagione ha collezionato 22 gol in 34 gare di campionato, aggiudicandosi inoltre il premio di miglior giocatore della Premier League. ‘Dalle stalle alle stelle’ è un detto che si addice perfettamente al percorso di vita e professionale dell’uomo d’oro delle ‘Foxes‘, che ha attirato talmente l’attenzione da convincere gli studi televisivi di Hollywood a girare un film sulla sua vita. Dalla fabbrica al campo, l’operaio Vardy è l’uomo del momento e il vice presidente del Leicester, Aiyawatt Srivaddhanaprabh, ha raccontato alla rivista thailandese ‘A Day Magazine’ quanto sia stato problematico il suo adattamento al calcio professionistico: “Confesso che ero contrario al suo acquistoHo chiesto di lui a Nigel Pearson e Steve Walsh, ho controllato i rapporti degli osservatori, e a quel punto ho cominciato a credere che sarebbe stato un buon affare, ma ho dovuto rispondere ai tifosi che chiedevano ‘come fosse possibile pagare un milione di sterline per un giocatore che arrivava dai Dilettanti’ (cifra più alta mai spesa per un giocatore non professionista, ndr -. Per loro ero il proprietario di club più stupido al mondo – ha dichiarato il vice presidente del club inglese -. Quando fu acquistato nel 2012 c’era indignazione da parte di tutti i tifosi. Alcuni addirittura mi hanno chiamato per dirmi: ‘Sei matto? Perché hai speso così tanto per un giocatore non professionista?”.

Veniva ubriaco agli allenamenti” – “Io non sapevo di questo fino a quando qualcuno non mi ha detto che veniva agli allenamenti in condizioni pessime. Gli chiesi cosa volesse fare della propria vita e se avesse continuato a comportarsi in quella maniera gli avremmo fatto scadere il contratto. Mi ha risposto che non sapeva cosa fare della sua vita – ha raccontato Srivaddhanaprabh -. Non aveva mai guadagnato così tanto denaro. Così gli ho chiesto: ‘Qual è il tuo sogno? Come pensi che dovrebbe essere la tua vita? Dovresti riflettere attentamente su ciò che vuoi fare per il club. Ho investito su di te, quindi devi ricambiare la mia fiducia. Dopo questo colloquio ha semplicemente smesso di bere – ha detto il numero 2 del Leicester – e ha iniziato a lavorare duro in allenamento. Le sue doti fisiche non erano buone come oggi. Sapevamo che avesse un’accelerazione esplosiva, ma certo allora non immaginavamo che potesse essere così devastante”.

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