Schmeichel rivela: “Avrei preferito fare l’attaccante”

Schmeichel rivela: “Avrei preferito fare l’attaccante”

Il portiere classe ’86 del Leicester rivela i trucchi del mestiere (da portiere) e si lascia andare a un retroscena: “Avrei preferito far l’attaccante”.

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Di padre in figlio, una dinastia tra i pali.

Prima Peter, adesso Kasper. Parliamo degli Schmeichel… portieri dal 1980. Kasper, classe ’86, è divenuto famoso soprattutto per il titolo vinto a sorpresa a maggio scorso con il Leicester di Ranieri: un successo che gli ha permesso di scrollarsi di dosso quell’etichetta di “figlio di…”.

Di recente K. Schmeichel si è raccontato in un’intervista in cui ha rivelato una cosa su tutte: avrebbe preferito fare l’attaccante. Scopriamo perché. “Il ruolo del portiere dipende moltissimo dalla squadra nella quale si sta giocando ed è un ruolo molto incompreso. Io credo che in Inghilterra sia molto più incompreso di quanto non lo sia in Germania o probabilmente in Spagna – la premessa dell’estremo difensore del Leicester a Goal.com -. Qui loro sono ancora fermi a vecchi modi di fare: devi prendere tutto, se non esci al limite della tua area, se non prendi tutto, tu non stai comandando nell’area di rigore… e cose del genere. Quindi devi adattare il tuo gioco. La pressione che c’è su un portiere è una di quelle cose che attira tante persone a scegliere quel ruolo. Se tu non hai questo, se non ti piace la pressione, io credo che tu non sia adatto a fare il portiere. Credo questo perché sei solo, spesso ti alleni sepaatamente: io credo che sia molto, molto importante essere parte integrante della squadra. Bisogna fare uno sforzo extra per essere consci di essere parte della squadra, di allenarsi con gli altri calciatori ed anche coi piedi, così loro si sentiranno più a loro agio con te. Penso che da portiere si debba fare uno sforzo importante per sentirsi parte integrante della squadra. Si tratta di essere forti mentalmente, essere capaci di vedere le differenze tra il fare un errore onesto ed il fare un errore stupido. Potresti fare degli errori, ma se si commettono errori, cercando di fare le cose giuste, quelli sono poi gli errori che gli allenatori e la maggior parte dei compagni possono accettare”, racconta Schmeichel che passa poi ai suoi segreti per neutralizzare i calci di rigore. “Provo un sacco di cose diverse, non sempre con successo, ma io provo tattiche differenti: senti qualcosa, leggi qualcosa, o semplicemente si ha l’idea di provare qualcosa, ma in definitiva provi alcune tattiche. Non voglio dire quali, perché questo vorrebbe dire far scoprire il gioco“. Ecco il retroscena: “Ho giocato da attaccante, da ala, ho giocato in difesa, ho giocato ovunque. Quando sei un bambino, sogni di essere un attaccante, vuoi segnare dei goal, io ancora oggi voglio segnare e preferirei essere un attaccante! E’ la parte migliore del calcio, quella che ti piace di più. Ciononostante – conclude – ho sempre saputo che per le mie particolari qualità, ero più adatto a fare il portiere”.

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