Frosinone-Inter, parla Pinamonti: “Sogno di giocare ad alti livelli. Salvezza? Noi ci crediamo”. E sul rapporto con Icardi…

Frosinone-Inter, parla Pinamonti: “Sogno di giocare ad alti livelli. Salvezza? Noi ci crediamo”. E sul rapporto con Icardi…

Le parole dell’attaccante dei ciociari, Andrea Pinamonti, in vista della sfida contro i nerazzurri

Andrea Pinamonti si racconta.

Domenica sera ritroverà l’Inter, ma questa volta, da rivale. Stiamo parlando del numero 89 del Frosinone che, durante un’intervista concessa ai microfoni del canale You Tube della Serie A, ha affrontato vari temi relativi al suo rapporto con la maglia nerazzurra in vista della sfida contro i meneghini che si terrà tra qualche giorno al Benito Stirpe. Malgrado la giovane età, il classe ’99 di proprietà dell’Inter, ha già ben chiari i suoi obiettivi.

Ho sempre sognato di essere un calciatore di calcio di alto livello – ha ammesso il giocatore – In Trentino non risalta mai la qualità calcistica, ci sono pochi calciatori. Ora ci siamo solo io e De Paoli del Chievo, ma ho sempre avuto questa grande passione. La mia famiglia è sempre stata interista da diverse generazioni, e l’essere interista l’ho preso sicuramente da loro. Sicuramente l’impatto tra settore giovanile e Serie A è il salto più grosso in una carriera calcistica, non tutti sono pronti. C’è chi ci mette un mese come Zaniolo, chi ci mette un paio d’anni e chi non ce la fa mai. È tutta una questione di caratteristiche dei giocatori, ma anche di testa. La testa fa tanto“.

Inevitabile la parentesi relativa all’obiettivo salvezza del Frosinone: “Stiamo facendo il possibile per salvarci, non è facile. La classifica non è dalla nostra parte ma fino a quando non ci sarà la retrocessione matematica dobbiamo continuare a fare il massimo per ottenere la salvezza“.

Chiosa finale sul suo rapporto con l’ex capitano nerazzurro Mauro Icardi: “Con Mauro ho un ottimo rapporto anche fuori dal campo. Per un ragazzo giovane non è facile arrivare in una città come Milano. Mi ha dato una grande mano perché si è rivisto in me: anche lui quando è arrivato in Italia era giovane e solo, diciamo che mi ha preso sotto la sua custodia. Mi ha dato consigli, mi ha aiutato. Per questo il mio sogno non è prendere il suo posto, ma giocarci assieme“.

 

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