Palermo, il sogno “Stadium”: luci e ombre di progetti mai realizzati

Palermo, il sogno “Stadium”: luci e ombre di progetti mai realizzati

La storia dello stadio di Palermo, dal “Littorio” al “Barbera”, e le prospettive future per la città e i tifosi rosanero

Nuovi acquirenti

Dopo qualche anno di silenzio, i progetti di un nuovo stadio e di un nuovo centro sportivo tornano alla ribalta quando nel 2017 Maurizio Zamparini, da tempo in cerca di investitori per l’acquisizione del Palermo Calcio, cede il titolo di presidente a Paul Baccaglini, con cui stava trattando l’acquisto del 100% delle quote azionarie del club di Viale del Fante. L’ex Iena, in visita al sindaco di Leoluca Orlando, promise che il progetto iniziale sarebbe stato rinnovato e che avrebbe presentato, a differenza di quello originario, uno stadio sostenibile autonomamente dal punto di vista economico, seppur costruito al posto del Velodromo e comprensivo di negozi, aree eventi, museo e ristoranti. La permanenza nel capoluogo siciliano dell’italoamericano, tuttavia, durò pochi mesi, in quanto l’imprenditore friulano rifiutò l’offerta di Baccaglini per l’acquisto della società, ritenendola priva di sufficienti garanzie. Così, ancora una volta, svanirono le speranze di un nuovo impianto.

Maurizio Zamparini, destinato a lasciare il club di Viale del Fante, nell’ultimo anno ha incontrato più volte il sindaco Leoluca Orlando, tornando ad occuparsi in prima persona della questione con il sostegno di grosse realtà imprenditoriali del territorio, sotto la supervisione del presidente dell’associazione degli Industriali di Palermo, Alessandro Albanese, che già a fine settembre aveva comunicato l’adesione formale della società rosanero a Sicindustria. Il supporto di Confindustria sarà fondamentale per ottenere le autorizzazioni necessarie alla realizzazione degli impianti. Un investimento basilare, a detta del patron, anche per i futuri acquirenti del club. Per assicurarsi di affidare la società in mani sicure, infatti, egli farà leva proprio sulla costruzione dello stadio e del centro sportivo e, di conseguenza, proprio con il dialogo con le istituzioni, con l’obiettivo che la nuova proprietà riesca a coronare un sogno che egli, in sedici anni, non è riuscito a realizzare.

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