Palermo, il sogno “Stadium”: luci e ombre di progetti mai realizzati

Palermo, il sogno “Stadium”: luci e ombre di progetti mai realizzati

La storia dello stadio di Palermo, dal “Littorio” al “Barbera”, e le prospettive future per la città e i tifosi rosanero

Centro sportivo

Il cambio di passo sul fronte del centro sportivo, distante dallo stadio, avvenne, invece, nel 2013, quando si individuò una possibile area di costruzione nel territorio di Carini, al confine con Terrasini, in una zona di “verde agricolo”, per cui sarebbe stato necessario che il Comune di Carini varasse una variante urbanistica in Consiglio Comunale. Il primo rendering, presentato nello stesso anno, mostrava una struttura a tre zone, una per la prima squadra, una per le giovanili e una per gli uffici riservati alla stampa, comprensiva di diversi campi, alcuni in erba naturale e altri in sintetico, e di una tribuna da mille posti, nonché attorno palestra, ristorante, area parcheggio e una foresteria con circa 46 posti letto. Il patron Maurizio Zamparini, insieme all’istituto di credito che avrebbe finanziato il progetto, aveva nel 2015 pagato una caparra per il terreno, tuttavia, a causa del mancato espletamento in tempo, complici le imminenti elezioni del nuovo sindaco e del consiglio comunale, dei passaggi burocratici necessari per la costruzione del centro, che sarebbe dovuto sorgere in contrada Zucco, il tutto si concluse con un nulla di fatto, nonostante qualche mese dopo il Comune di Carini avesse approvato la variante e avesse garantito, ormai, secondo il patron, troppo tardi, la prosecuzione dell’iter. L’alternativa a Carini per la società sarebbe potuta essere il Tenente Onorato di Boccadifalco: il club rosanero aveva infatti avviato i contatti con le autorità militari per realizzare un centro sportivo presso la struttura dove attualmente si svolgono gli allenamenti della prima squadra, tuttavia anche questa ipotesi si rivelò un buco nell’acqua.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy