Il grande azzardo di Ventura. Il Chievo dopo la delusione azzurra: chissà se l’ex Ct si è già pentito?

Il grande azzardo di Ventura. Il Chievo dopo la delusione azzurra: chissà se l’ex Ct si è già pentito?

“Dopo l’esperienza negativa sulla panchina azzurra forse ci si aspettava una strategia diversa da Ventura”

Di Alessandro Amato
Alessandro Amato, giornalista Palermo

Gian Piero Ventura non deve spiegare né a me né a voi le sue scelte professionali. Ha accettato di allenare il Chievo e nessuno può rimproverarglielo. Anzi, la decisione di rimettersi in gioco in un piccolo club ultimo in classifica fa emergere coraggio e umiltà. Però, Ventura è arrivato a Verona dopo aver allenato la Nazionale ed è per questo che non tutti capiscono.

Dopo l’esperienza negativa sulla panchina azzurra (mancata qualificazione ai Mondiali, non accadeva dal ‘58) forse ci si aspettava una strategia diversa da Ventura. Per rilanciarsi, per dimostrare di non essere debole così come ha raccontato la sua avventura azzurra. Invece, s’è infilato in un tunnel in cui non si vede luce. Altri avrebbero atteso la chiamata di un club più allettante, in Italia o all’estero, e meno pericoloso.

Ci si chiede, adesso, quanta pazienza avrà ancora il Chievo. Le tre partite con Ventura hanno portato tre sconfitte (Atalanta, Cagliari e Sassuolo) con nove reti incassate e due segnate. Il Chievo è ultimo con meno 1 e la colpa ovviamente non è dell’ultimo arrivato: “Non prendetemi per demente, ma io sono qui per salvare il Chievo”, ha detto ieri. Operazione ancora possibile, ovviamente. E se riuscisse Ventura diverrebbe un eroe. Ma Ventura, adesso, deve soprattutto provare a salvare se stesso. Chissà se si è pentito.

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