FOCUS: Verso gennaio, cosa serve davvero a questo Palermo? Esterno sinistro, una punta? O un’alternativa a Donati in difesa?

FOCUS: Verso gennaio, cosa serve davvero a questo Palermo? Esterno sinistro, una punta? O un’alternativa a Donati in difesa?

Cosa può servire a questo Palermo in vista del mercato di gennaio? Indagine reparto per reparto alla ricerca di quell’innesto che possa far fare il salto di qualità alla squadra di.

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Cosa può servire a questo Palermo in vista del mercato di gennaio? Indagine reparto per reparto alla ricerca di quell’innesto che possa far fare il salto di qualità alla squadra di Gasperini. di Roberto Chifari Mancano poco meno di 50 giorni all’apertura del mercato di gennaio e il Palermo cercherà di farsi trovare pronto. La volontà del club è quella di intervenire operando con raziocino al fine di rafforzare la squadra e di cedere quei giocatori che non rientrano più nel progetto rosanero. Lo stesso Pietro Lo Monaco qualche giorno fa ha dichiarato: “Solo un pazzo potrebbe pensare di lasciare le cose così come stanno. A gennaio è necessario intervenire sul mercato per migliorare questa squadra”. Non è stato da meno il presidente Maurizio Zamparini che ha ammesso la necessità di operare nel mercato di riparazione. “A gennaio dovremo lavorare a fondo, andranno via i giocatori senza carattere e a loro posto arriveranno giocatori adatti al modulo di Gasperini”. Una rivoluzione è in atto. Ma cosa serve realmente a questa squadra? Gasperini ha spiegato che questo Palermo giocherà sempre con il 3-4-3, un modulo molto offensivo che ha proposto una squadra dalla mentalità nuova, audace, propositiva, votata a tessere fini trame di calcio senza mai lesinare energie, tantè che sarà necessario offrire al tecnico una rosa con alternative valide che possano garantire un alto standard qualitativo. La dirigenza dovrà intervenire su ogni reparto per centrare in questo campionato una tranquilla salvezza e gettare le basi per la prossima stagione. DIFESA: Se in porta il Palermo ha deciso di dare piena fiducia a Ujkani, qualcosa andrà fatto sicuramente in difesa, dove sarà necessario trovare un vice Donati. Nelle due occasioni in cui l’ex centrocampista del Celtic non ha giocato, il Palermo ha subito 6 gol in due partite. Da quando Gasperini lo ha posizionato al centro della difesa, i rosa hanno alzato una saracinesca attorno al portiere albanese: zero gol con Samp, Torino e Siena; 1 gol con Chievo, Genoa, Atalanta e Pescara. Ma la dirigenza si muove anche in uscita per trovare una sistemazione a quei giocatori che non hanno trovato molto spazio nell’undici titolare, su tutti: Labrin e Cetto che per vari motivi hanno accumulato una manciata di minuti in tre mesi di campionato. Bisognerà anche valutare le condizioni di Mantovani fermo ai box a causa della lesione del legamento del crociato anteriore destro. Per lui come per Hernandez i tempi di recupero oscillano tra i 4 e i 6 mesi. Da valutare il futuro di Pisano apparso un punto fermo sotto la gestione di Mangia e Mutti, ma impalpabile quest’anno. Ci sarà da recuperare Milanovic che fino ad ora non ha mai giocato a causa di un lungo infortunio patito durante il precampionato. Se i rosa continueranno a giocare con Munoz-Donati-Von Bergen sarà opportuno cercare un centrale che all’occorrenza possa sostituire i 3 dietro e che nello stesso tempo sia bravo a far ripartire l’azione. L’auspicio è che partite come quelle all’Olimpico non si ripetano più. CENTROCAMPO: 10 centrocampisti per 4 posti, sono troppi anche per un tecnico come Gasperini che tende a ruotare i giocatori con molta frequenza. Fino ad ora l’unico indiscutibile è Barreto, sempre presente e instancabile recupera palloni, ma sarà necessario affiancargli un giocatore che possa aiutarlo nel verticalizzare l’azione. Non ha convinto pienamente Rios, che potrebbe partire già a gennaio, sembra più pronto Kurtic. I tifosi, dal loro canto, vorrebbero vedere in campo l’ex talento della Reggina Nicolas Viola, una delle migliori sorprese dello scorso campionato di serie B, appena dietro Verratti per rendimento, ma il tecnico di Grugliasco ha motivato la sua esclusione con queste parole. “Viola è un ragazzo importante, giocherà anche delle partite, però sono delle scelte quelle che faccio nel reparto. Nulla esclude che possa far bene, ogni volta ci sono motivi diversi che mi fanno scegliere in un certo modo. Non posso schierarlo altrove, quindi se in quel reparto siamo abbastanza numerosi non posso dargli i minuti che qualitativamente meriterebbe”. A parte le parole di rito, non è ben chiaro il motivo per cui l’allenatore non voglia provare la soluzione interna. Di sicuro, la società dovrà intervenire per sistemare la fascia sinistra, orfana di Balzaretti, che con Garcia e Pisano non è riuscita a fare quel salto di qualità necessario. L’argentino si impegna e potrà solo migliorare in futuro, ma intanto le due ali, con Morganella a destra e Garcia a sinistra, non hanno convinto pienamente alternando buone prestazioni a pericolose amnesie. Cresceranno ma il Palermo, in questo momento, ha bisogno di giocatori che possano dare velocità, qualità e quantità alla manovra di gioco. Nel frattempo, è da registrarsi il ritorno di Zahavi, che più che un centrocampista è un trequartista di vecchio stampo adatto ad un modulo come il 4-3-2-1 più che al 3-4-3 di Gasperini, l’israeliano difficilmente troverà spazio con questo modulo, ma il suo apporto a livello qualitativo è necessario. L’identikit del nuovo centrocampista potrebbe essere un giocatore tutto fosforo e classe e che possa appoggiare la manovra di Barreto migliorando, così, i collegamenti tra i reparti. Tuttavia le attenzioni potrebbero spostarsi anche su un sostituto di Morganella. Lo svizzero offre il suo contributo alla causa con tanta corsa e con i giusti inserimenti, ma spesso nell’uno contro uno rischia eccessivamente e da un suo errore può ripartire l’azione degli avversari. ATTACCO: E’ il reparto su cui si deve intervenire subito. La partita contro la Sampdoria ci ha regalato un nuovo campioncino, un talento cristallino come Dybala che dovrà essere bravo a confrontarsi con un calcio completamente diverso da quello sudamericano, ma il ragazzo c’è e ha classe da vendere. Per Gasperini, Dybala e Miccoli non giocheranno mai insieme, non possono. L’uno esclude l’altro, magari a partita in corso li potremo vedere insieme, ma mai dal primo minuto. “So che nascerà un dualismo, ma lo dico sin da subito io con due centravanti non gioco. Durante qualche partita potrà capitare, ma io non scompagino lassetto perché un giocatore fa bene. Semmai abbiamo bisogno di alternative in altri reparti”. Per alcuni sarà una staffetta come lo era in nazionale quella tra Rivera-Mazzola o Del Piero-Baggio, ma il motivo è di fondo: sono due giocatori che per caratteristiche giocano nella stessa zolla di campo. L’exploit di Dybala porta ad un’importante riflessione. E se l’argentino continuasse a segnare l’arrivo di un altro attaccante non rischierebbe di frenare la sua crescita? Domande che Lo Monaco si è posto domenica sera alla fine del match contro i blucerchiati, ma da qui a gennaio una decisione andrà presa. Se lattaccante è in dubbio, il suo sparring partner ha un nome e un cognome: Franco Brienza. Il folletto di Cantù sta incantando i tifosi, il suo calcio è poesia allo stato puro e in poco tempo è diventato un punto inamovibile dello scacchiere del tecnico. L’altro attaccante sarà, di volta in volta, uno tra Ilicic e Giorgi, che attaccante non è, ma nelle prime uscite si era comportato bene prima di essere accantonato nuovamente. Il problema è che il gioco di Gasperini si sviluppa su un giocatore d’area, qualcuno che possa sfondare le difese avversarie, così è stato con Milito e Borriello ai tempi Genoa o con Jeda ai tempi del Crotone. Per Lo Monaco saranno settimane decisive, dovrà intervenire per cercare quel bomber che possa garantire 15 gol a stagione, non sarà facile ma lamministratore delegato del Palermo è un esperto assoluto di mercato. Dai suoi colpi passa la salvezza del Palermo.

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