Europa League, Salisburgo-Lazio: Biancocelesti battuti, austriaci in semifinale

Europa League, Salisburgo-Lazio: Biancocelesti battuti, austriaci in semifinale

Sintesi della partita di Europa League tra Salisburgo e Lazio, al termine della quale la squadra di Inzaghi è stata eliminata dalla competizione.

di Mediagol52

La Lazio è riuscita stasera nella “impresa” di non qualificarsi per le semifinali di Europa League, dopo aver vinto per 4 a 2 la partita d’andata.

La vigilia della gara tra Red Bull Salisburgo e Lazio era circondata da una sfera di ottimismo: i Biancocelesti potevano sfruttare la possibilità di gestire i due goal di vantaggio, cercando anche di segnare la rete della sicurezza approfittando della loro grande abilità nelle ripartenze. Inzaghi nel pre partita scioglie tutti i dubbi di formazione e schiera un 3-5-2 con Strakosha tra i pali; Radu, De Vrij e Luiz Felipe in difesa. A centrocampo la regia viene affidata a Lucas Leiva, protetto dalla fisicità di Milinkovic-Savic e dall’abilità di Parolo di gestire gli spazi tra le linee, mentre sulle fasce spazio a Lulic e Basta. In attacco Luis Alberto si aggira nella zona di campo alle spalle di Ciro Immobile, unica punta, in corsa per il titolo di capocannoniere e ad una sola marcatura di distanza da Aduriz.

Marco Rose, allenatore del Salisburgo, risponde con un 4-3-1-2: a proteggere il portiere Walke, i due centrali difensivi Ramalho e Caleta-Car, affiancati rispettivamente da Lainer e Ulmer, terzini della squadra austriaca. A centrocampo Schlager al centro e ai suoi lati Haidara e Berisha; dietro le due punte Hwang e Dabbur, ritrova il posto da titolare Yabo, nel ruolo di trequartista.

Il Salisburgo si dimostra fin da subito una squadra incredibilmente duttile, i giocatori riescono con facilità a ricoprire più ruoli e a scambiarsi rapidamente posizione in campo. I ritmi sono molto alti, in linea con quelli della partita d’andata: è il Salisburgo ad avere la prima occasione da goal della partita al minuto 5, con Hwang che viene servito al limite dell’area e calcia di destro, tiro respinto da Strakosha.

Le due squadre si affrontano con incredibile intensità, e al quarto d’ora il punteggio è ancora di 0 a 0. Al 31′ altro cambio modulo del Salisburgo, che passa ad un 4-3-3, con Yabo in posizione di ala sinistra. E’ la Lazio però che allo scadere del primo tempo ha l’occasione per passare in vantaggio: magia di Luis Alberto che serve Immobile di tacco, l’attaccante della nazionale italiana riceve e conclude di potenza, ma trova un Walke reattivo. Il primo tempo si conclude sullo 0 a 0, con la Lazio che in questo momento è a 45 minuti dalla qualificazione.

La squadra di casa inizia il secondo tempo con un pressing offensivo altissimo nei confronti della Lazio, che però ha voglia di mettere il passaggio del turno in cassaforte e scende in campo più propositiva. Al 49′ Immobile si ritrova 1 contro 1 con Walke e prova il pallonetto: riflesso felino del portiere del Salisburgo che con un miracolo tiene vivi i suoi.

Al 55′ Immobile ci riprova su assist del solito Luis Alberto: sta volta l’attaccante della Lazio non prova il pallonetto ma piazza il pallone sotto il sette. E’ il goal dello 0 a 1, che porta Immobile in cima alla lista cannonieri. Il vantaggio dura però praticamente una manciata di secondi: sul riversamento di fronte Dabbur entra in area palla al piede e calcia, trovando la deviazione di Luiz Felipe che inganna Strakosha, 1 a 1.

La partita si accende, e la Lazio ha due occasioni per portarsi in vantaggio: la prima con Immobile, che realizza ma viene fermato dal fuorigioco; la seconda con Lulic che al 62′ riceve un lancio al bacio di Parolo, si accentra e calcia di sinistro, il tiro deviato finisce in calcio d’angolo.

La Lazio si spegne improvvisamente e concede occasioni su occasioni alla squadra di casa. Al 67′ Schlager lascia partire un siluro che scheggia il palo alla sinistra di Strakosha. Inzaghi avverte i campanelli d’allarme e mette dentro forze fresche: fuori Milinkovic-Savic, dentro Felipe Anderson. Al 72′ l’occasione per chiudere definitivamente i conti: Felipe Anderson porta palla e serve Luis Alberto, che consegna la sfera direttamente tra le braccia di Walke.

Da qui in poi è solo Salisburgo: sulla ripartenza Haidara calcia da fuori, Strakosha sfiora ma non impedisce alla palla di infilarsi all’angolino, 2 a 1. La Lazio entra nel caos più totale nonostante il goal complessivo di vantaggio e subisce anche la rete del 3 a 1: Schlager lancia in profondità, Hwang scappa a Radu e calcia di prima intenzione, trovando la deviazione vincente del numero 26. Il Salisburgo approfitta del totale caos mentale dei Biancocelesti e dopo appena un minuto mette dentro il goal del 4 a 1: da calcio d’angolo Ramalho prolunga la traiettoria e becca Lainer completamente smarcato, che appoggia in tranquillità di testa e batte ancora il portiere della Lazio.

Inzaghi prova la disperata carta Nani che entra al posto di Leiva, ma è tutto inutile. Triplice fischio dell’arbitro e Red Bull Arena che impazzisce di gioia. Delusione enorme per la Lazio, che paga i cali di concentrazione e viene eliminata dall’Europa League da un Salisburgo letale, compatto, giovane e con un’organizzazione perfetta alle spalle.

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