PRIMOPIANO: LE VERITÀ DI ZAMPARINI

PRIMOPIANO: LE VERITÀ DI ZAMPARINI

L’intervento del presidente del Palermo

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di Claudio Scaglione

Misurato, contenuto, moderato e ponderato. È un Maurizio Zamparini ‘new-version’ quello che si presenta ai microfoni di Mediaset nel corso della trasmissione ‘Tiki-Taka’. “Devo ammetterlo: andando avanti con l’età sono diventato più saggio”. Ecco. Spiegazione puntuale, precisa e che fuga ogni dubbio. Non è una maschera quella indossata dal patron friulano: sfoghi centellinati, sentenze condivise dai restanti ospiti. Pacatezza prima di tutto: un aplomb che lascia spiazzati, ma che Zamparini tiene ad aggettivare come ‘genuino’.

Ed è in questo clima pacato che il presidente del Palermo ripercorre la storia recente del suo club: dagli acquisti mancati, ai campioni coccolati. Dalla miriade di allenatori ‘mangiati’, a quei dirigenti che hanno lasciato il segno. Senza contare le profezie (tutto fuorché ‘casaleggiane’) sui propri gioielli.

Si inizia con Balotelli. “Mario vive la sua gioventù e mi piace tantissimo, però deve scrivere il suo futuro: se va in Nazionale e segna due gol, sono sicuro che ridiventa un campione. La vita sregolata? Sarei scontento se un mio calciatore venisse pizzicato in discoteca alle 4. Anzi, mi arrabbierei se succedesse prima della partita, ma se andasse a bersi un bicchierino dopo una sconfitta no, perché lo farei anch’io come Presidente…”

Proposi Cavani a Mancini, ma… “Ho grandissima fiducia in Conte, e sono sicuro che ha in mente un progetto per ciò che riguarda Balotelli. Vi racconto un episodio: ritengo che Balotelli sia un grandissimo talento ancora inespresso da ogni parte. Proposi Cavani a Mancini per il suo Manchester City, lui scelse Balotelli e gli dissi che non capiva niente perché ritenevo Edinson molto, molto superiore”.

Matador-Flaco, a Palermo vi fischiavano. “Ricordo che Cavani l’ho preso quando era giovanissimo. A Palermo hanno fischiato lui, Pastore, Hernandez, però il pubblico rosanero è così: prima fischia, poi apprezza. Oggi Edinson è tra i più forti al mondo ma ha la sfortuna di avere vicino il più forte del mondo, che è Ibrahimovic”.

Il campione del futuro è a Palermo. “Il giocatore che tra due anni sarà il più forte di tutti ce l’ho io. E si chiama Paulo Dybala: è il più forte centravanti in Italia. Tra due anni vedrete che avrò ragione. Paulo oggi vale più di 40 milioni ma spero di trovare un socio che venga a Palermo per aiutarmi a tenerlo. Noi con le plusvalenze a malapena pareggiamo il bilancio, altrimenti andremmo falliti”.

Del Piero solo un sogno. “Avevo proposto a Del Piero di finire la carriera a Palermo, ha preferito provare altre strade fuori dall’Italia, in Australia e in India dove si corre di meno, c’è un giro di palla più lento”.

Retroscena Tevez e Aguero. “Li trattai da giovanissimi, mi erano stati offerti, ma naturalmente sono andati in club più danarosi. Penso che l’Argentina avrebbe vinto il Mondiale con Tevez e Pastore, invece lasciati fuori”.

Iachini, mia fama è nota. “Mi auguro di non esonerare mai più neanche un allenatore. Con me rischiano tutti però da vecchio sono diventato più saggio e penso che lui rischi molto meno”.

Ferrero, che spasso. “Il patron della Samp è spassoso. Io dico che ha un gran culo: uno che arriva nel calcio senza capirne niente e si trova un grande allenatore come Mihajlovic con una squadra terza in classifica rischia di farsi venire un delirio di onnipotenza e sentirsi un dio del calcio”.

Dissi a Sabatini ‘Ti ammazzo se…’. “Walter Sabatini è stato l’intenditore di calcio più preparato che abbia avuto io vicino. E’ andato lui in Argentina, da me mandato, a prendere Pastore. Gli dissi che se fosse tornato senza comprarlo lo avrei ammazzato (ride, ndr)“.

Palermo, la Serie A un orgoglio. “Per Palermo la Serie A è motivo d’orgoglio. Sono contento di aver ridato ai palermitani la serie che gli compete. Palermo è una città bellissima con una qualità di vita dieci volte superiore a Milano (qui l’acceso dibattito con Giampiero Mughini)”.

Complimenti a Marotta e Mazzarri. “Marotta? Tra i dirigenti che ho formato io, è lui il dirigente più preparato. Su Mazzarri dico che per me è tra gli allenatori che hanno dimostrato di essere grandi. Le ambizioni sono altre e la squadra non è di quel livello: il problema non è Mazzarri, ma la società Inter, che ancora non ho capito cosa sia”.

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