Zamparini, provocazioni da Serie C. Palermo vuole prima di tutto dignità

Zamparini, provocazioni da Serie C. Palermo vuole prima di tutto dignità

Irresponsabili parole dell’azionista del Palermo Calcio che in un periodo di grande tensione getta benzina sul fuoco.

Di William Anselmo

Ieri mattina abbiamo parlato di Zamparini e dell’arte di fare incazzare i tifosi del Palermo, e purtroppo, puntuale come un orologio, la sera è arrivata la solita dichiarazione inopportuna.

Quella di buttare benzina sul fuoco è una cosa che al proprietario del club rosanero riesce benissimo. La sua replica è arrivata dopo i gravi fatti del pomeriggio che avevano visto una contestazione che originariamente doveva essere “pacifica”, in una violazione dei diritti di libertà. Perché quando si impedisce a delle persone di poter svolgere la propria attività lavorativa (vale tanto per i giocatori a cui è stato impedito di entrare al campo per allenarsi, quanto per i giornalisti a cui è stato impedito di realizzare foto e video), scatta il reato di violenza privata (art. 610 del codice penale)*.

Dopo fatti del genere, insomma, c’era da aspettarsi una reazione di Zamparini, ma la frase che ha destato clamore è stata quella con cui ha concluso la nota diramata dal club, ovvero “Chiedo alle istituzioni di garantire la legalità ed il diritto di allenarsi senza turbative: altrimenti vi aspetta la Serie C”.

Questo “Vi aspetta la Serie C” è stato inteso un po’ da tutti come una minaccia, come un “se lo farete ancora vi punirò con una squadra scarsa che vi faccia andare in Serie C”. Un errore di comunicazione dettato forse dalla rabbia, ma che leggendo le successive interviste probabilmente sottintendeva un preoccupato “Così facendo rischierete di danneggiare la squadra e finire in Serie C”.

Al di là della singola frase, è tutto un atteggiamento che va messo in discussione: perché dalla summa delle varie interviste quello che viene fuori è il profilo di una persona ormai sola contro tutti, senza scudi né scudieri, che non perde occasione per rimarcare il (lecito) diritto di comandare in casa sua e di disporre della sua azienda per ottenere in via prioritaria i propri interessi.

Ok. Se non fosse che gestire l’U.S. Città di Palermo S.P.A. non vuol dire solo riuscire a far quadrare i conti, ma avere a che fare con la passione e la sensibilità di migliaia di tifosi. Provocare la piazza rabbiosa (per amore) è da irresponsabili e non potrà che peggiorare la situazione.

Concludiamo con un pensiero, che forse sarà banale: nessun vero tifoso si lascia intimorire dalla categoria. Può essere Serie A o Serie D, il tifoso seguirà sempre la squadra di cui si è innamorato. Per cui, se effettivamente ci fosse qualcuno consapevole dei rischi di sprofondare negl’inferi del calcio, quello non sarebbe un problema, perché a Palermo è importante la dignità e anche un campionato di Serie D si può affrontare a testa alta, mantenendo fede ai valori dello sport e al sentimento che lega i colori sociali di una maglia con la propria terra, ai propri tifosi.

*Secondo la Cassazione (sentenza n. 23495/2013) può essere considerato tale anche «la minaccia, ancorché non esplicita, che si concreti in un qualsiasi comportamento o atteggiamento idoneo ad incutere timore e a suscitare la preoccupazione di un danno ingiusto al fine di ottenere che, mediante detta intimidazione, il soggetto passivo sia indotto a fare, tollerare o ad omettere qualcosa».

 

10 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. enzoenzo - 1 anno fa

    Qui chi butta benzina sul fuoco non è ZAmpa,ha costruito una squadra per la risalita,intimidire giornalisti e giocatori è stato il colmo,vergognatevi!!! Non siete tifosi!!!! La squadra va sostenuta.forza Palermo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Toni Mabbut - 1 anno fa

    la squadra e’ sua quando se ne deve andare e nostra quando retrocede in serie C… caro Zampa lo sa che le dico, noi ci dissociamo cosi’ la squadra rimane sua a prescindere dalla categoria, vada lei e i suoi sudditi allo stadio…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. matteo - 1 anno fa

    Scusa Mario Ma per quale squadra tifi…??? Non mi dire il Palermo perché allora sarai Cieco e pure Sordo muto!! E al posto del cuore avrai un BIDE…perché chi ama il PALERMO non può più giustificare MZ…E io l’ho giustificato fino a poco tempo fa ma il credito ò finito…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Lucka90 - 1 anno fa

    “Serie A o Serie D, il tifoso seguirà sempre la squadra di cui si è innamorato” esattamente il pensiero dei veri tifosi che per fortuna sono la stragrande maggioranza. Un applauso a voi di Mediagol che avete ben compreso il sentimento della tifoseria squiernandovi apertamente con noi. Grazie!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Lucka90 - 1 anno fa

      schierandovi…

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Mario Vitale - 1 anno fa

    stanno distruggendo tutto,il calcio a palermo lo vedranno col binocolo. zamparini non se ne va se non recupera i suoi soldi. chiaro.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Eterno Palermo - 1 anno fa

    Ragazzi e signori di mediagol ma prima ci ieri a manciari cu sta cosa inutile e poi fate degli articoli degni da vero giornalismo. Boooo u si capisci tanto. Detto questo era ora era ora che la situazione facesse na bella impennata. In Austria alla contestazione di quei tifosi ti dico io che lui avrebbe voluto intervenire. Ma stu giro non ce la fatta e de partito. Bene bene… stai a vedere che stu giro se ne va veramente. Ma noi non dobbiamo indietreggiare neanche un millimetro. Perché sennò in tutta Italia passiamo noi per pupazzi e no lui… si prende una strada ok… quella deve essere niente svincoli…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. Mario Vitale - 1 anno fa

    al posto di zamparini ritirerei la squadra e lascerei palermo senza calcio. questo meritano questi delinquenti.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. oltre la categoria… MZ fuori dal Palermo

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. Dario Corvaia - 1 anno fa

      Oltre la categoria…MZ fuori dal Palermo

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy