QUANDO IL GIORNALISTA DIVENTA POETA Il mio amico Benvenuto (e il suo libro)

QUANDO IL GIORNALISTA DIVENTA POETA Il mio amico Benvenuto (e il suo libro)

di Roberto Puglisi Ogni volta che guardo Benvenuto Caminiti penso a lui come al fratello maggiore che non ho avuto. Poi cè un fratello minore che non ho più, ma questa è unaltra.

Commenta per primo!

di Roberto Puglisi Ogni volta che guardo Benvenuto Caminiti penso a lui come al fratello maggiore che non ho avuto. Poi cè un fratello minore che non ho più, ma questa è unaltra storia. Anzi, è la stessa storia. Datemi il tempo di spiegare. Datemi il tempo di muovere le mani. Volevo scrivere una recensione sullultimo libro di Benvenuto: “La testa nel pallone 2”. E bellissimo. Accontentatevi. Preferisco scrivere qualcosa sulla sua vita, sulla sua poesia, sulla sua pazzia che è la mia. Benvenuto Caminiti è un poeta. Per la nostra Palermo dolce e bastarda sarà sempre un perdente. Lo sarà per i giornalisti raccomandati che non valgono nemmeno un suo mignolo. O per quelli che si credono arrivati, perché hanno il posto fisso. E si sentono di guardare dallalto in basso tutti gli altri, che non erano amici di un potente. Il fatto che il signor Caminiti non sia mai stato linviato, assunto con un contratto doro, di un giornale importante è la testimonianza del fallimento dei nostri giorni. Dicono in giro che io sia bravo a scrivere. Se la mia bravura presunta vale davvero qualcosa, ebbene, Caminiti ­un uomo dagli occhi di bambino e con i capelli bianchi ­ è il mio maestro, anche come persona. Ogni tanto, parla a ruota libera con lallegria del bambino che indica limperatore nudo. Per questo, gli arroganti non lo sopportano. Al cospetto del suo dito innocente, sei nudo. Sei tu. Io ringrazio William Anselmo che ospita le creazioni di Benvenuto, cosicché sia possibile leggerle e sentirsi toccati sulla pelle di una corda profonda e tesa. Non cè che il poeta così. Il poeta è un sommozzatore delle anime. Scende giù. Riporta su emozioni che manco sapevi di avere. Ecco perché il mio amico Benvenuto non è un perdente. E oltre la sconfitta o la vittoria. Lui abita nei luoghi dello spirito puro, in prestito al corpo. E cè unaltra cosa che me lo fa sentire vicino. Io avverto la vibrazione nascosta di un dolore nella sua scrittura. Lui la cela, ma cè. Cè la mutilazione della perdita di un fratello, di uno che ti camminava accanto, uno con cui non vi siete capiti. Però vi siete amati. Anche per me è lo stesso. Scrivo di Palermo, di calcio, di cronaca, di notizie varie. E cè sempre mio fratello da qualche parte del foglio. In qualche piegatura del cuore.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy