Focus: Tifare per il Palermo significa soffrire maledettamente

Focus: Tifare per il Palermo significa soffrire maledettamente

Gli ultimi 95 minuti della stagione hanno tolto dieci anni di vita a molti tifosi rosanero. Con il Verona uno stadio bellissimo che ha fatto respirare un’atmosfera magica. Palermo è bellezza e sofferenza, nella vita di tutti i giorni come nel calcio.

Di William Anselmo

E’ stata lunga questa stagione, ridotti all’ultimo per conoscere il proprio destino. Sapevamo già prima della partita che i tifosi del Palermo o quelli del Carpi avrebbero pianto al triplice fischio. Forse alla fine hanno pianto entrambe le tifoserie, una per il dispiacere e una per la gioia.

Una squadra dai due volti quella rosanero, a immagine e somiglianza del proprio presidente. Capace da una parte di distruggere tutto e far di tutto per finire in Serie B, e dall’altra folle al punto da credere nella salvezza e affidarsi a chi aveva messo alla porta con superficiale leggerezza.

Gli eroi di Palermo sono stati i senatori: Sorrentino, Maresca e Gilardino. L'”acchianata” i tifosi dovrebbero farla a casa di questi tre che con grande esperienza hanno preso per mano una squadra allo sbando e l’hanno salvata.

Fosse stato per Zamparini, Sorrentino avrebbe dovuto fare da chioccia ai Primavera, Maresca avrebbe dovuto stagnare fuori rosa e Gilardino in panchina perché troppo vecchio.

Palermo è questa. Città da sempre sottomessa ai vari conquistatori, ma pronta a regalare la sua anima per la propria dignità. E i sentimenti allo stadio “Barbera” durante Palermo-Verona erano conflittuali: delusione, speranza, orgoglio, euforia, felicità.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy