Buon Natale Palermo… Che il nuovo anno porti la fatidica svolta

Buon Natale Palermo… Che il nuovo anno porti la fatidica svolta

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Cari lettori di Mediagol.it, a nome di tutta la redazione vi auguro un sereno Santo Natale. Sotto il nostro albero abbiamo trovato un regalo speciale: la vostra fiducia. Siete ormai in migliaia a visitare quotidianamente il nostro portale dinformazione, a leggere il nostro freepress settimanale e a seguire le nostre trasmissioni in radio e in televisione. Vi ringraziamo per le centinaia di mail che ci inviate ogni giorno con le vostre domande sul Palermo e sul calcio in generale, le vostre segnalazioni, le critiche e i consigli. Abbiamo preparato per voi un piccolo regalo virtuale che speriamo sia di vostro gradimento. Uno splendido sfondo desktop per il vostro Pc da usare in questi giorni di festa. (Per scaricare il wallpaper CLICCA QUI) I nostri aggiornamenti riprenderanno regolarmente giorno 27 dicembre 2008, vi aspettiamo! Ancora auguri William Anselmo Direttore Responsabile Mediagol.it Buon Natale Palermo… Che il nuovo anno porti la fatidica svolta di Basilio Milatos La Befana si è confusa. Ha sbagliato data, anticipando la sua comparsa di due settimane, in più ha portato carbone, invece che doni sotto l’albero. Il Palermo si aspettava che Babbo Natale da Roma portasse il bel regalo di qualche punto e di una squadra che finalmente anche in trasferta gioca con la personalità del Barbera. E invece… nisba. Ennesima sconfitta, ennesima prestazione all’insegna del vorrei ma non posso, con un Palermo discreto a tratti, ordinato, che non si lascia schiacciare dall’avversario ma che di certo non impone il suo gioco. E che non punge. Soprattutto, che prima o poi finisce col subire il golletto, dazio da pagare oramai pressoché ineluttabile in ogni trasferta da tempo immemorabile. Una volta in svantaggio, scompare d’incanto ogni timidezza, persino in inferiorità numerica la squadra è capace di riversarsi in avanti e –come si diceva una volta- buttare il cuore oltre l’ostacolo. A volte, come a Bologna o Lecce, riesce a rimediare magari in extremis, altre volte, come a Torino, Cagliari o Roma, no. La domanda che ogni tifoso rosanero e ogni osservatore si pone è: perché mai in trasferta bisogna passare in svantaggio per avere una scossa?? E più in generale: perché mai quel gioco e quella personalità spesso entusiasmanti che i ragazzi di Ballardini esprimono in casa non vengono quasi mai esibite anche fuori dalle mura amiche? Problemi di personalità e quindi di crescita, evidentemente. Problemi naturali di una squadra giovane, che ha cambiato tanto e che è stata assemblata sotto la regia di un allenatore e che dopo un attimo dall’inizio della stagione si è ritrovata a essere gestita da un altro tecnico, che naturalmente ha altre idee, altro modulo e altra filosofia di gioco. Comunque sia, problemi da risolvere, altrimenti addio sogni europei. D’altra parte, quando si rifonda e si riparte con un progetto nuovo non sempre i risultati arrivano nel breve-medio termine. Se la squadra continuerà con questo rendimento altalenante, per quest’anno bisognerà con realismo accontentarsi di un campionato interlocutorio, se vogliamo usare un termine più negativo diciamo anonimo, gettando le basi però per discorsi diversi in futuro. Davide Ballardini chiede tempo e pazienza, e perfino Maurizio Zamparini, che in altri tempi avrebbe tuonato, sembra insolitamente moderato e riprende gli stessi concetti: la squadra deve maturare, occorrono -appunto- tempo e pazienza. A questo però il presidente aggiunge un concetto già più volte ribadito: da un punto vista tecnico, questo organico è forte. Di più, secondo lui non ha niente da invidiare a squadre che al momento precedono anche di parecchi punti il Palermo in classifica, quali il Napoli, il Genoa, persino la Fiorentina. Su quest’ultima, Maurizio Zamparini ha detto: se Pazzini non trova spazio nella Fiorentina non vedo perché dovrebbe trovarlo a Palermo. Come dire, il loro organico non è superiore al nostro. A guardare certe prestazioni, non si può che dar ragione al presidente, aldilà del parallelo, comunque secondo me non proponibile, coi viola. Se i rosa sono capaci di giocare a calcio in modo sublime come hanno fatto in diverse partite, contro squadre fortissime, vuol dire che hanno dei valori notevoli. Non può essere un caso se batti la Roma, la Juve e il Milan col piglio con cui lo ha fatto il Palermo. Il rovescio della medaglia è che le squadre di spessore devono avere un connotato senza il quale non possono essere considerate tali: la continuità. E ancora, devono essere in grado di fronteggiare l’assenza di qualche pedina senza risentirne troppo. Devono saper giocare il proprio calcio su ogni campo, contro qualunque avversario, a prescindere dal risultato finale. Questi tre elementi mancano fondamentalmente al Palermo per essere quello che potenzialmente può essere: una squadra da primi 6-7 posti in campionato, cioè da Europa: continuità, personalità e panchina qualitativamente più lunga. Solo per l’ultimo problema si può cercare soluzione col calciomercato di gennaio. Sfoltire la schiera degli scontenti e inserire qualche giocatore che rappresenti una alternativa valida per il gioco di Ballardini in certi ruoli scoperti, come l’esterno basso, capace di giocare sia a destra che a sinistra, un centrocampista incursore, una punta in grado di supportare Miccoli e Cavani all’occorrenza. Dando per scontato però che non può essere messa in discussione la fiducia in un ragazzo di 21 anni come Edy Cavani, che sta giocando bene, si sacrifica e ha enormi margini di crescita. In questo senso, la linea della società, se rimarrà questa, è pienamente condivisibile: chi arriva si metterà a disposizione dell’allenatore, ma senza pretendere il posto da titolare garantito, visto che la coppia di attaccanti del Palermo finora ha avuto un rendimento positivo. Gli altri due problemi devono essere curati in modo diverso. La continuità e la personalità non si trovano sul mercato, del resto se ci fossero non avrebbero prezzo. E per quanto abbiamo potuto capire da quando siede sulla panchina del Palermo, non c’è “medico” più indicato di Davide Ballardini. Un uomo con la cultura del lavoro e del gioco, un tecnico che se riuscirà a far assimilare in modo profondo il suo calcio a questa squadra farà divertire ed entusiasmare, come abbiamo già visto. Non può esserci auspicio migliore di questo per i colori rosanero, in questa vigilia di festa. Che il nuovo anno veda crescere e affermarsi il progetto che vogliono società, staff tecnico e tifosi, quello di un Palermo forte, che gioca un bel calcio e che è capace di collocarsi stabilmente alle spalle delle grandi. Tanti auguri, vecchio caro Palermo.

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