Aspettando Venezia-Palermo… Il geniale Pino Caruso, la De Angeli corre per il Nobel e Citro torna all’asilo (ma viene bocciato)

Aspettando Venezia-Palermo… Il geniale Pino Caruso, la De Angeli corre per il Nobel e Citro torna all’asilo (ma viene bocciato)

La prossima gara di campionato dei rosanero vista dal giornalista Alessandro Amato tra il serio e il faceto

 

Di Alessandro Amato

Alessandro Amato, giornalista Palermo“Pensa solo ai suoi interessi”. Pino Caruso l’aveva detto mille volte, addirittura quando le cose andavano ancora bene. Molti tifosi non capivano perché contestasse sempre MZ. Caruso era un genio e, dunque, aveva una marcia in più e sapeva guardare lontano.

La De Angeli e il Nobel. “Ho dedicato tutto a questa società, così come feci a Venezia”, dice Daniela De Angeli. Complimenti, davvero. Un gran lavoro, in entrambi i casi, da Nobel per l’Economia.

La staffetta. Sulla panchina del Venezia non ci sarà Zenga (esonerato) ma ci sarà Cosmi (il sostituto). Sono entrambi ex rosanero. Il primo durò tredici partite, l’altro appena quattro. Non ho apprezzato né l’uno né l’altro.

Cosmi dietro le sbarre. Serse Cosmi ha dato voce a Don Hall nel cartone animato “I Robinson, una famiglia spaziale” ed ha recitato nel film “Il maestro di lingue” in cui interpretava un detenuto. Non solo calcio.

La bottiglia e il tavolino. Lo stadio “Penzo” è stato teatro di un episodio passato alla storia del calcio italiano, la “partita della bottiglietta”. Nel ’63 il milanista David fu colpito da una bottiglia di plastica lanciata dagli spalti e fu sostituito. Fu la prima volta della sconfitta a tavolino per responsabilità oggettiva (della società veneziana).

Botte dopo botte. Negli ultimi incroci tra i nostri ultras e quelli del Venezia è quasi sempre finita a botte. Eppure c’è un argomento che dovrebbe metterli d’accordo: sono vittime di Zamparini.

Meglio in aula che in campo. Joe Tacopina, proprietario del Venezia, è uno degli avvocati penalisti più famosi di New York. S’è guadagnato l’etichetta di “super lawyer”. E’ richiestissimo e apprezzatissimo. Nel calcio non ha ottenuto gli stessi successi.

La furia di Guidolin. Accadde l’11 marzo: Palermo-Fiorentina 1-1. Il gol di Mutu con Guana a terra, l’espulsione per proteste di Guidolin che poi entrò in collisione con Prandelli e il gol da cineteca di Cavani. Il tutto dodici anni fa.

Pronti al decollo. Ha vinto il Brescia, ha vinto il Lecce, ha vinto il Verona. Dobbiamo cercare di vincere anche noi. Mancano undici partite al traguardo: servono almeno sei vittorie. Adesso non basta più correre. Bisogna volare.

Bus e vaporetto. Noi andiamo al Barbera con il 101 dell’Amat. A Venezia per raggiungere lo stadio (che si trova sull’isola di Sant’Elena), bisogna prendere il vaporetto della linea 6.

Baby Citro. Nel Venezia c’è Nicola Citro. Non è famoso per i gol, non è famoso per le vittorie. E’ noto per aver tirato palloni dalla panchina al campo nella finale di Frosinone. Roba da asilo, dove l’avrebbero bocciato per eccesso di infantilismo.

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