Il grande slam di Cassano: “Le mie lezioni di tennis e il mito di Federer. Io e Roger a Madrid…”

Il grande slam di Cassano: “Le mie lezioni di tennis e il mito di Federer. Io e Roger a Madrid…”

Fantantonio si dà al tennis e pensa sempre meno al calcio, senza però abbandonare l’idea di tornare in campo: “Negli ultimi tempi sto anche vedendo meno calcio in televisione, sabato scorso, per dire, ho visto la finale di futsal tra Portogallo e Spagna. E poi sono uscito con la mia famiglia…”

Io amo il tennis, la mia istruttrice però mi ha sgamato subito: ha capito che mi metto a parlare per recuperare il fiato…non ci casca. Mi butta subito un’altra pallina e io corro, non le posso certo dire di no. Agli allenatori di calcio eccome, se non mi andava un esercizio scattava il “fattelo te”

Parla così l’esperto attaccante ex Sampdoria Antonio Cassano, ai microfoni de Il Secolo XIX, mentre corre e suda su un campo in terra rossa di Genova.

Fantantonio non ha ancora salutato definitivamente il calcio giocato, si sta sempre allenando e da svincolato può tesserarsi ancora entro la fine di febbraio, ma con la testa ormai sta un po’ staccando dal questo mondo: “Nessuno si fida di me… pace. Io sono e resto molto sereno. Negli ultimi tempi sto anche vedendo meno calcio in televisione. A parte il Barcellona, la mia grande passione. Sabato scorso, per dire, c’erano tante partite in programma, tra Premier, Liga e Bundesliga, e ho visto la finale di futsal tra Portogallo e Spagna. E poi sono uscito con la mia famiglia. Una volta il sabato sera non mi muovevo da casa. Per carità, gioco a calcio da vent’anni e resta il mio primo amore, però adesso mi diverte davvero molto il tennis”.

Un amore non del tutto recente: “Il colpo di fulmine all’Olimpiade del 2000, guardando Federer, che poi perse la finale per il bronzo. Nel 2006 quando ero a Madrid, Roger venne a vedere un Real-Barcellona. E lo conobbi. Scese negli spogliatoi e poi il giorno dopo seguì anche un allenamento. Quando invece ero a Roma ricordo di essere andato al Foro Italico quando Nadal ha battuto l’argentino Canas. E poi anni dopo ho assistito a un Djokovic contro Almagro. Insomma, ho visto i tre tennisti più forti al mondo, ma Federer è inavvicinabile. La sua mano va da sola“.

La settimana tennistica di Antonio Cassano, al netto di imprevisti, è divisa in tre appuntamenti inamovibili, due ore di lezione e una partitella con il suo commercialista, Paolo Colangelo: “Prima mi batteva sempre di brutto, ultimamente inizia a faticare un po’ di più…“. La maestra Bona non lo molla un attimo: “Dal basso verso l’alto… butta fuori l’aria quando colpisci… a che lezione siamo?”. “L’ottava“. “Stiamo andando bene…“. Cassano si mette una mano sul fianco, come faceva sul campo di calcio: “L’altro giorno l’ho sfidata, lei ha iniziato a mettere una palla di qua, una di là, uno, due, tre… alla quarta le ho detto ‘scherzavo’. La verità è che non mi piace perdere, mai. Vorrei essere già bravo, invece ci vuole tempo“.

Cassano-tennis

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