Curiosità: “Fantacalcio” dichiarato illegale in America, Renzi tasserà anche i siti italiani?

Curiosità: “Fantacalcio” dichiarato illegale in America, Renzi tasserà anche i siti italiani?

Negli USA il Fantacalcio americano sta vivendo un momento di crisi. Ad alcuni tra i più importanti siti dedicati al fantasy game è stato intimato di chiudere. Lo Stato chiede una tassa sul Fantacalcio e anche l’Italia potrebbe potrebbe recepire l’idea d’oltreoceano per fare cassa.

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Per questo caso sono stati comodati addirittura FBI e US Justice Department (Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America); L’oggetto di discussione sembrerebbe assurdo agli occhi degli italiani appassionati di sport: il Fantacalcio. Negli States, infatti, potrebbe presto scoppiare un caso sui siti web che si occupano di un gioco diffusosi a macchia d’olio non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo, e che concerne diversi sport: dal Football americano, al calcio, passando per il basket. La gente si appassiona, tifa, vuole sentirsi protagonista emulando i propri modelli tra i manager e – particolare non di poco conto – è disposta ad investire il proprio denaro.

In America hanno fatto presto a creare un business infallibile: pagare, scommettere sulle abilità del player e sperare in una vittoria. Milioni di utenti si sono fatti trascinare. I principali portali online americani iniziano a fatturare, a spopolare. Sembrano inarrestabili e la legge, inizialmente, provvede a eliminare ogni ostacolo nella strada che porta al loro successo. Nel 2006, infatti, il Governo Federale degli Stati Uniti ha varato l’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act, una legge che intendeva far chiarezza: i siti del Fanta-Football (riguardanti sia il Football americano, che gli altri sport) venivano definiti games of skill” (giochi di abilità) e non “games of chance” (di possibilità). Precisazione doverosa che ha risposto all’interrogativo che in molti si erano posti strada facendo.

“Com’è possibile che queste ‘startups’ siano legali, mentre gli ‘Sports Gambling’ (giochi d’azzardo sportivi) vengano reputati illegali in tutti gli stati degli USA, eccezion fatta per Nevada, Delaware, Montana e Oregon?”. Semplice, sono ‘games of skill‘, serve esclusivamente l’abilità per vincere. Vero, ma non del tutto. Perché, in certi casi, la vittoria non è contemplata senza un iniziale esborso di danaro da parte dell’utente. Ecco che i primi dubbi cominciano a sorgere relativamente a tali giochi, reputati – in un primo momento – ‘di pura fantasia‘.

Giungiamo ai fatti di attualità. L’FBI inizia a indagare, scoprendo in un primo momento che DraftKings – il principale sito di FantaFootball americano (equivalente al nostro fantacalcio, ma sullo sport più popolare negli States) – si serviva di mezzi non proprio consentiti dalla legge per sbaragliare la concorrenza e ottenere più consensi.

Briciole, rispetto allo scandalo che si appresta a scoppiare. Come raccontato da Businessinsider, il Nevada, Stato celeberrimo per la sua normativa fin troppo permissiva, ha assunto nei giorni scorsi una netta posizione. “I siti sul FantaFootball come DraftKings e FanDuel dovranno chiudere entro giovedì (ieri, ndr), perché operano senza la ‘gambling license’ (la licenza dei giochi d’azzardo)”. Perché? Perché sono concorsi a premio, le cui vincite non sono tutelate, né regolamentate dal Monopolio di Stato. Quindi l’avvertimento: “Dovessero continuare a offrire servizi ai residenti del Nevada, rischierebbero multe salatissime e pene fino a dieci anni di detenzione, poiché distributori di un servizio d’azzardo illegale”.

Il FantaFootball gioco d’azzardo illegale? Sì. Le aziende autorizzate a studiare il fenomeno hanno provato ad analizzare in che modo possa incidere un hobby del genere sul mercato e hanno stimato che portali simili a DraftKings sono abituate a fatturare qualcosa come 57 milioni di dollari in un anno. “Noi non agiamo illegalmente”, si è limitato a commentare un portavoce della DraftKings che, intanto, ha perso migliaia di ‘players‘ dal Nevada. Il prossimo passo sarà eliminare ogni sito di FantaFootball poiché, stando al già citato Unlawful Internet Gambling Enforcement Act, tali giochi – che non verranno più considerati di mera abilità bensì ‘di chance’ – dovranno sottostare ai regolamenti di Stato.

In America si inizia a pensare che gli stati coinvolti cresceranno di mese in mese e che le restrizioni legate ai siti specializzati di FantaFootball giungeranno anche in Europa, dove non si tratterà più di FantaFootball, ma di Fantacalcio, un passatempo che tiene impegnati milioni di utenti in Italia. Ad oggi il problema non si è posto, ma il fatto che sia stato scomodato l’US Justice Department fa parecchio riflettere. Il presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Matteo Renzi, che nelle ultime settimane ha rispolverato tasse e balzelli per il gioco d’azzardo in modo da rimpinguare le povere casse dello Stato, potrebbe decidere di spingere il Governo guidato dal PD con quanto stabilito finora oltreoceano e tassare i siti italiani specializzati: la maggior parte di tali piattaforme non sono al momento certificate, né autorizzate dai Monopoli di Stato. Insomma, il Fantacalcio in Italia potrebbe correre il rischio di cambiare volto o di scomparire.

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