ALLA SCOPERTA DI DEVIS MANGIA. IL PAPÀ MICHELE A MEDIAGOL: “È NATO PER ALLENARE. DEVIS È UN TIPO PIGNOLO, TIMIDO E MOLTO SCARAMANTICO. SOGNAVA DI LAVORARE IN UNA CITTÀ DI MARE, IMPARERÀ SUBITO IL SICILIANO”

ALLA SCOPERTA DI DEVIS MANGIA. IL PAPÀ MICHELE A MEDIAGOL: “È NATO PER ALLENARE. DEVIS È UN TIPO PIGNOLO, TIMIDO E MOLTO SCARAMANTICO. SOGNAVA DI LAVORARE IN UNA CITTÀ DI MARE, IMPARERÀ SUBITO IL SICILIANO”

Di Francesco Caruana Un inizio di stagione migliore Devis Mangia difficilmente avrebbe potuto aspettarselo, o addirittura immaginarselo: catapultato sulla panchina del Palermo dopo l’esonero di.

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Di Francesco Caruana Un inizio di stagione migliore Devis Mangia difficilmente avrebbe potuto aspettarselo, o addirittura immaginarselo: catapultato sulla panchina del Palermo dopo l’esonero di Stefano Pioli e con alle spalle solo esperienze nelle Giovanili e nelle serie minori, il 37enne tecnico di Cernusco sul Naviglio ha esordito con il botto, sgretolando l’Inter e facendo breccia nel cuore dei palermitani. Per conoscere meglio Devis Mangia, la redazione di Mediagol.it ha intervistato in esclusiva suo padre Michele. “Per lui cè stato sempre il calcio nella vita, già quando guardava le partite in tv suggeriva le sostituzioni da fare. Ha cominciato a giocare nelle Giovanili del Cernusco, poi è passato nella gloriosa società di Milano, lEnotria, ma si è appassionato alla panchina e ha abbandonato il calcio molto presto, decidendo di seguire la sua vera passione”. Tra il serio e il faceto, il neo-tecnico del Palermo ha dichiarato negli scorsi giorni di aver deciso di appendere le scarpette al chiodo molto presto perché troppo scarso nel suo ruolo di portiere. “Mah, lui dice sempre così, ma in realtà non era scarso –ha puntualizzato papà Michele- , la verità è che giocava in una grande squadra e quindi gli avversari facevano qualche tiro in porta. In realtà quando parava dava già le dritte allallenatore, la sua ambizione era proprio quella di allenare”. Dai tempi della sua prima esperienza in panchina nelle Giovanili dell’Enotria al doppio salto dall’Eccellenza alla Lega Pro con il Varese, fino ad arrivare all’approdo in Serie A con il Palermo, Devis Mangia si dedica anima e corpo al suo mestiere di allenatore. “A lavoro è preciso, molto puntiglioso e pignolo. È sempre col computer in mano e tiene molto al suo lavoro. Con Sogliano cera un rapporto particolare –ha spiegato papà Michele- , dopo la finale di Coppa Italia Primavera raggiunta con il Varese Devis aveva sicuramente dei contatti con altre squadre, ma da quanto ne sappiamo noi in famiglia, aveva una parola con Sogliano, che lo ha lanciato nel mondo del calcio. Abbiamo condiviso pienamente la a sua scelta di scegliere il club rosanero, perché Palermo è una bella città, che una volta poteva risultare lontana da Milano (dove vive la famiglia Mangia, ndr), ma oggi con laereo si raggiunge in unora. A lui è sempre piaciuto stare in una città di mare, come la mia Lecce: a proposito, vi svelo una curiosità: io sono dello stesso paese di Miccoli. Noi lo abbiamo sempre assecondato nelle sue scelte perché ciò che fa per lui secondo noi lo fa sempre bene”. Ma, come ogni persona appartenente al mondo del grande calcio, anche Devis Mangia ha un lato privato sconosciuto ai più. È il signor Michele che, meglio di chiunque altro, può svelare i lati più intimi del carattere del figlio. “Devis è una persona molto scaramantica, per esempio se ha vinto indossando una certa maglietta state sicuri che metterà sempre quella. È una persona che sa che deve fare ancora molta esperienza. Lui timido? Ha la sua timidezza, ma non penso che sia realmente timido, quando era piccolo parlava sempre, già quando aveva un anno ha cominciato a parlare, quindi proprio nel dialogo non si può dire che sia timido. Poi nel tempo è cresciuto caratterialmente, oggi se deve dire una cosa la dice in faccia, chiunque sia il suo interlocutore. In famiglia lo abbiamo sempre appoggiato: sin dai tempi della scelta del Liceo, quando ha scelto di iscriversi allo Scientifico, alla decisione di frequentare l’Università, con la scelta di iscriversi a Giurisprudenza. Devis è un tipo poliedrico, ha scelto di studiare Legge per fare lallenatore. Sembra un controsenso, ma è così”. L’esordio in Serie A di Devis Mangia è stato doppiamente emozionante: è lo stesso padre Michele a spiegare il perché. “A Cernusco sul Naviglio si tifa Inter. Cè tanta gente interista, un amico mi ha detto di non aver visto la partita perché pensava di morire. Qui in tanti hanno seguito Devis con attenzione, erano tutti molto felici e ci hanno fatto i complimenti. Lo hanno chiamato in molti per congratularsi: dai compagni di scuola ai tanti amici. Per la partita contro lInter noi siamo scesi a Palermo -ha proseguito Michele Mangia- , anche se non volevamo quasi disturbarlo, perché sapevamo che era concentratissimo. Non abbiamo mai intralciato le sue esperienze, anche quando allenava il Valenzana o quando era alla guida del Varese. Il momento più emozionate credo sia stato lentrata allo stadio Barbera. Abbiamo trovato persone disponibili in tribuna, cera una bella atmosfera. In campo abbiamo assistito a un grande spettacolo, il gol più bello credo sia stato quello di Hernandez perché è nato da un’azione corale di tutta la squadra. E poi eravamo sicuri che prima o poi una delle punizioni di Miccoli si sarebbe insaccata in rete, infatti così è stato”. Una serata magica, insomma, che Devis Mangia difficilmente dimenticherà. “Non sappiamo come abbia festeggiato la vittoria, perché dopo la partita non l’abbiamo visto più –ha spiegato papà Michele- e abbiamo dovuto aspettare l’indomani mattina, quando abbiamo festeggiato con un bel gelato a Mondello. Palermo è la dimensione ideale per Devis, è una città di mare e come cultura è simile alla mia Lecce. Alla sua prima conferenza stampa ha usato una frase in dialetto siciliano? Ho sentito, per lui il dialetto non sarà un problema, pur essendo lombardo. Conosco mio figlio –ha concluso Michele Mangia- e so che se ci si mette, imparerà in un attimo il siciliano”.

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