Testa al Cosenza, il trittico può attendere. La carica degli ultras e Trajkovski studia da condottiero

Testa al Cosenza, il trittico può attendere. La carica degli ultras e Trajkovski studia da condottiero

Gli scontri diretti con Pescara, Verona e Benevento monopolizzano l’attenzione dei tifosi, ma il primo pensiero deve essere il Cosenza

Di Alessandro Amato

Alessandro Amato, giornalista PalermoNove partite in quarantatre giorni, ventisette punti in palio: ci sarà da divertirsi (e da soffrire). C’è, soprattutto, da andare con grinta e rabbia a prendersi la serie A, perché per tenere vivo il Palermo bisogna per forza andare in A.

Molti pensano (ed è naturale farlo) al prossimo trittico di scontri diretti (Pescara, Verona e Benevento). E’ naturale che sia così, ma è anche sbagliato. Perché c’è il Cosenza che vuole farci la festa e noi non possiamo arrivare lì con la testa tra le nuvole. Ecco, il punto è questo: bisogna concentrarsi sul Cosenza. Pensando che quella in Calabria sia la madre di tutte le partite. Ricordate le sofferenze di Crotone e quelle al Barbera contro il Carpi? Mai sottovalutare l’avversario in serie B. Rischi di farti malissimo.

Mancherà Falletti ed in questo Palermo per me è un’assenza gravissima. Nessuno come lui sa cambiare marcia e sa puntare la porta avversaria. A Trajkovski (cinque gol, undici assist in una stagione in cui è stato decisamente più continuo di quel che accadeva in passato) il compito di essere trascinatore e condottiero: l’uomo che sa risolvere i problemi e le partite.

Gli ultras hanno caricato la squadra, gli oltre duemila presenti all’allenamento di giovedì sono stati una splendida cartolina inviata al mondo: ci siamo e combattiamo al fianco dei giocatori. La squadra (che vorrebbe dedicare la vittoria a Chochev) ha recepito. Sa di essere arbitro del destino del Palermo. Se va in serie A compie un’impresa epica. E noi, se centrerà l’obiettivo, saremo lì pronti ad osannarla perché sappiamo quali ostacoli ha affrontato in questa stagione che potremmo definire maledetta. Ma se si va in A diventerà… benedetta.

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