A tutto Rigoni: “Il cuore prima dei soldi. Finire carriera a Palermo? Magari. Cesena-Juve, vi ho avvisato”

A tutto Rigoni: “Il cuore prima dei soldi. Finire carriera a Palermo? Magari. Cesena-Juve, vi ho avvisato”

Parla il centrocampista rosanero

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di Claudio Scaglione

Leone del centrocampo del Palermo, letale in attacco, necessario in difesa. Luca Rigoni è di certo uno dei rinforzi migliori della scorsa sessione estiva di mercato per i rosanero. Gol (cinque fin qui), passaggi vincenti, supporto morale, grinta, capacità di sentire calcio, leadership. Molteplici le qualità dell’ex Chievo che, quest’oggi, ha deciso di sottoporsi a un tiro incrociato di domande da parte dei tifosi che settimanalmente lo sostengono.

Modelli e ruolo – “Mi sono sempre piaciuti De Rossi e Pirlo, mi rifaccio a loro. Il mio ruolo? Avevo giocato da mezzala offensiva dieci anni fa. Per quanto mi riguarda, spero di continuare con questo rendimento”.

Ambientamento nel capoluogo siciliano e rapporto coi tifosi – “Sto da Dio a Palermo: qui mi trovo benissimo. Ripeto, sto bene qui. Speriamo di continuare così l’anno calcistico. L’impatto è stato sicuramente positivo. Frequento molto Mondello e mi piace tanto: è un posto magnifico. I tifosi rosa? Sono unici”.

Cesena e Juventus, avvisate – “Fare un gol al Cesena e poi uno alla Juventus? Non mi dispiacerebbe affatto. Da tanto tempo volevo venire qui, è una piazza che mi è sempre piaciuta. La squadra di sicuro è prestigiosa, voi tifosi lo sapete meglio di me”.

Doppia cifra? Ecco la promessa? – “Non so se è la stagione migliore della carriera, ma di sicuro è una delle migliori, anche per la mia media-gol. Se dovessi arrivare in doppia cifra per gol segnati, magari salgo a Santa Rosalia, i miei amici palermitani mi hanno detto che ci tenete molto”.

Rinnovi, infortuni, Dybala&Vazquez – “Come stiamo vivendo questo momento un po’ difficile tra mancati rinnovi e infortuni? Beh, il gruppo è tranquillo, ci dispiace per i ragazzi che si sono fatti male, ma restiamo concentrati per il prosieguo del campionato. Exploit di Dybala e Vazquez? Me l’aspettavo: vedendoli i primi giorni qui a Palermo avevo capito che avevano grandi potenzialità”.

Diventare un simbolo del Palermo – “Il calciatore più forte con cui ho giocato? A me non piace fare nomi, ho giocato con tanti calciatori forti, sicuramente il più forte che ho sfidato è Ronaldo. Diventare un simbolo del Palermo per i prossimi anni? Perché no. Sarebbe un onore per me. Il mio gol più bello? Penso che sia stato l’ultimo, quello contro il Napoli, ma spero che il più bello sia il prossimo”.

Difesa a tre o a quattro? – “Giocare a quattro o a tre in difesa? Per me è uguale, mi trovo bene con entrambi questi schieramenti. Obiettivi stagionali? Non mi pongo limiti, vivo partita dopo partita cercando di dare sempre il massimo”.

Il cuore prima dei soldi – “Cosa è cambiato nel calcio oggi rispetto al passato? Esiste ancora l’attaccamento alla maglia, l’amore per la squadra? Bella domanda. Di sicuro io ho sempre giocato con il cuore e con passione per i miei colori, senza interessi economici”.

A Palermo fino a fine carriera? – “Rimanere fino a fine carriera a Palermo? Il futuro non lo conosciamo, sono appena arrivato. Chi lo sa? Magari“.

Curiosità varie – “I miei tatuaggi sul corpo? Ne ho diversi, ma il ‘tatoo family’ che ho sulla schiena è il mio preferito. Come mai ho scelto di indossare il numero 27? E’ la somma delle date di nascita di mia moglie e di mio figlio. Se ho giocato sempre da mediano? No, da bambino ero attaccante”.

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