Virtus Entella – Catania 2-0: altro che corazzata, armata Brancaleone…

Virtus Entella – Catania 2-0: altro che corazzata, armata Brancaleone…

Doveva essere la trasferta della svolta in cui trovare la prima vittoria stagionale lontano dal Mssimino sfruttando l’onda lunga del pareggio di Vicenza, ed invece la sfida contro la Virtus Entella.

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Doveva essere la trasferta della svolta in cui trovare la prima vittoria stagionale lontano dal Mssimino sfruttando l’onda lunga del pareggio di Vicenza, ed invece la sfida contro la Virtus Entella ha confermato ancora una volta l’inconsistenza tecnica e mentale dei rossazzurri. Dove era finito tutto l’entusiasmo espresso da giocatori e allenatore dopo il pari del Menti? Dove sono finiti i propositi bellicosi espressi dalla squadra nel corso dell’incontro della scorsa settimana con la tifoseria? Parole, parole, parole. Come sempre sono i fatti ad avere rilievo e questi si che parlano e descrivono un Catania in caduta libera verso la Lega Pro.

Due mesi di astinenza da vittoria, solmente due successi nelle ultime diciassette partite, e da gennaio ad oggi una media di un punto a partita. Impossibile pensare ad una salvezza con questo rendimento, aggravato dal trend negativo degli ultimi due mesi con Marcolin che ha portato a casa solamente cinque punti in otto gare. Numeri emblematici ed esplicativi del momento più difficile vissuto dal Catania negli ultimi dieci anni, con una squadra che da corazzata si è trasformata in armata Brancaleone.

Contro la Virtus Entella sotto accusa c’è soprattutto la difesa, distratta e statica nelle uniche due occasioni in cui i padroni di casa hanno spedito il pallone nell’area etnea. Risultato? Due gol subiti e incapacità di reagire. Se i primi quindici minuti, infatti, avevano visto un Catania bravo a costruire trame di gioco interessanti, dopo il gol subito l’undici di Marcolin si è reso protagonista di un possesso palla sterile e sviluppato in orizzontale, senza mai concludere in maniera pericolosa dalle parti del portiere avversario.

Un problema più mentale che fisico, forse, ma ormai la ricerca delle cause di una singola sconfitta o dell’intera stagione disastrosa sembrano inutili. Il reale problema è a monte, con una gestione sbagliata della società a tuttotondo partendo dalla scelta preparatore atletico per arrivare alle scelte tecniche e al rapporto con la tifoseria. Errori infiniti, caratterizzati dall’aggravante della perseveranza, perchè una stagione si può sbagliare (vedi lo scorso anno), ma due consecutive, con sviste spesso molto simili, sono inconcepibili.

Difficile adesso ipotizzare quale potrà essere il futuro del Catania che si è ridotto ad esultare per la penalizzazione del Brescia (diretta concorrente cui sono stati inflitti sei punti di penalizzazione) e a sperare in qualche passo falso altrui. Il fatto però è che in questo momento gli etnei sarebbero retrocessi senza passare per i play out. Una condizione che impone a Rosina e compagni di pensare in primis a conquistare i tre punti perchè le vittorie, come le salvezze non cadono dal cielo e non arrivano neanche perchè hai un curriculum di rispetto; ma devono essere sudate e strappate sul campo. 

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