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Vibonese-Catania 1-1 Editoriale: il Catania perde pezzi, ma non la partita

Vibonese-Catania 1-1 Editoriale: il Catania perde pezzi, ma non la partita

Pareggio insapore per il Catania, un po' come la stagione degli etnei, promettente ma poi concretizzatasi in risultati importanti

Redazione

Un pareggio a rigor di logica non è semplicemente un segno 'X', ma è un po' una vittoria ed un po' una sconfitta, dosate in percentuali non necessariamente uguali. Ecco dunque che il pareggio di Vibo Valentia si configura con contorni poco netti vista l'interpretazione del risultato da parte di giocatori e tifosi. I primi hanno commentato con soddisfazione il punto, definito "prezioso", i secondi invece hanno espresso la delusione per una partita disputata sotto ritmo e priva di emozioni.

Probabilmente entrambe le posizioni sono portatrici di verità perchè in questo momento il risultato di domenica è da considerare positivamente, ma solo ed esclusivamente se contestualizzato in una stagione piena di limiti, così come la squadra stessa. Dopo cinque sconfitte consecutive è arrivata prima una vittoria e poi un pareggio, e permettetemi di dire che poco importa come siano arrivati. Era importante intanto mettere un freno all'emorragia, poi certo pensare che adesso il Catania sia pronto per la promozione sarebbe un errore.

Tatticamente mister Pulvirenti ha ancora una volta cambiato il vestito al suo Catania. Nuovamente ritorno al 4-3-3 (forse per coprirsi di più visto il dispendio energetico) e nuovamente volti nuovi. Tavares al posto dello squalificato Pozzebon, con Di Grazia e Mazzarani al suo fianco. Si fa per dire perchè la posizione in campo di quest'ultimo non è stata ben capita. Un po' esterno, un po' mezzala che arretra fino al centrocampo per trovare palloni giocabili, un po' seconda punta. Insomma un po' di tutto e un po' di niente. Da rivedere sicuramente la scelta del tecnico, come quella di sostituire Di Grazia, migliore in campo fino a quel momento, per far entrare Russotto che forse avrebbe dovuto giocare dall'inizio.

Tiriamo le somme allora: i rossazzurri non hanno giocato bene, hanno cercato un possesso palla orizzontale per abbassare i ritmi e non soffrire. Ha in parte giocato forse per non subire gol e sfruttare magari gli episodi, con poche verticalizzazioni e poca incisività senza palla, ma in questa settimana gli etnei hanno disputato tre partite ravvicinate e, vista la condizione fisica, la strategia di mister Pulvirenti poteva avere un senso logico. Rimane però il rammarico di aver perso due punti contro una squadra incapace di mantenere la lucidità ogni volta che la palla si trovava nella sua area e soprattutto l'aver perso per infortunio Marco Biagianti, un altro pilastro (dopo Bergamelli) che rischia di stare ai box per un lungo periodo.