Ternana-Catania 1-0: un rosso che fa sanguinare

Ternana-Catania 1-0: un rosso che fa sanguinare

In tanti si erano illusi che il Catania avesse voltato pagina e fosse pronto per cambiare l’abito da trasferta, ma anche a Terni il vestito nero è stato il più adeguato per partecipare.

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In tanti si erano illusi che il Catania avesse voltato pagina e fosse pronto per cambiare l’abito da trasferta, ma anche a Terni il vestito nero è stato il più adeguato per partecipare all’ennesimo suicidio rossazzurro. Più che un suicidio di massa, però stavolta è sembrato un vero e proprio atto kamikaze da parte del giocatore più discusso degli ultimi due anni in terra etnea: Sebastian Leto. In appena trenta secondi, infatti, il numero undici è stato capace di conquistare un fallo e rimediare in rapida successione due cartellini gialli causati dalle proteste veementi, insensate e totalmente folli nei confronti del direttore di gara. Morto lui e morto il Catania che dopo pochi minuti ha subito il gol di Avenatti e nonostante i tentativi nel finale non è riuscito a riacciuffare gli avversari.

Quello di Leto è solo l’ennesimo atto di pazzia nel campionato dei rossazzurri che dominano la classifica degli scorretti con ben cinquantasette ammonizioni e sei espulsioni maturate in sedici partite. Numeri allarmanti e difficilmente giustificabili. Nervosismo quando le cose vanno storte? Condizione fisica deficitaria e inevitabile ritardo negli interventi? Forse entrambe le cause sono alla base di tutte queste sanzioni che però, abbinate agli innumerevoli infortuni, mettono Sannino nelle condizioni di non poter mai disporre di un undici di base. Anche contro la Ternana, infatti, si erano fermati prima Sauro e poi dopo diciotto minuti Rolin, causando un’inevitabile adattamento di Rinaudo e l’utilizzo di giovani (tutto sommato da elogioare) come Parisi e Odjer.

Detto ciò, dopo più di un quarto di stagione le statistiche parlano chiaro con gli etnei in una posizione di medio bassa classifica, a meno cinque punti dalla zona promozione, ma anche a solo più due dai play out. Doveva essere un inizio complicato ed invece adesso la sensazione è che se gennaio col mercato non porterà frutti importanti, la formazione di Sannino potrà essere costretta a vivere una stagione da comprimaria senza infamia nè gloria, scenario cupo per le casse di qualunque squadra appena retrocessa.

Per capire dunque quello che sarà il futuro degli etnei bisognerà attendere il prossimo mese, il dicembre definito ‘di fuoco’ che vedrà in successione scontri diretti con Bologna, Livorno, Brescia, Cittadella e Carpi. Solo dopo queste sfide il presidente Pulvirenti e l’ad Cosentino potranno tirare una riga e stabilire come agire per rendere ancora viva la flebile fiammella della promozione.

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