Livorno-Catania 4-2: etnei asfaltati dall’ambulanza

Livorno-Catania 4-2: etnei asfaltati dall’ambulanza

Altro giro, altra trasferta e altra sconfitta. Niente da fare, il Catania cade anche a Livorno, trasformandosi nella cenerentola d’Europa con il peggior rendimento esterno di tutto il vecchio.

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Altro giro, altra trasferta e altra sconfitta. Niente da fare, il Catania cade anche a Livorno, trasformandosi nella cenerentola d’Europa con il peggior rendimento esterno di tutto il vecchio continente grazie ai due miseri punti ottenuti tra Crotone e Trapani in ben otto giornate. Nonostante ciò, paradossalmente, la squadra vista sabato al ‘Picchi’ non si è presentata come vittima sacrificale sotto i colpi di Vantaggiato & co. Al contrario, nella totale emergenza causata da squalificati ed infortunati, gli etnei sono andati vicinissimi al colpaccio salvo poi tornare mestamente coi piedi per terra e soccombere sotto la legge della trasferta.

Una partita molto difficile da analizzare soprattutto perché condizionata ancora una volta dagli infortuni. Peruzzi, Monzon, Gyomber, Rolin, Almiron, Calello,Castro e Barisic gli infortunati della vigilia a cui aggiungere gli squalificati Rinaudo e Leto. Come può Sannino lavorare in queste condizioni? Ad aggravare la situazione ci ha pensato poi il campo con la ciliegina sulla torta a forma di ambulanza rappresentata dai guai muscolari che già nel primo tempo avevano costretto alla sostituzione Capuano e Martinho, e poi ad inizio ripresa anche Rosina. Insomma il remake di ‘Highlander’ in chiave rossazzurra è servito. L’unica domanda ancora senza risposta riguarda però le responsabilità. Possibile che dopo ventisette infortuni muscolari dall’inizio dell’anno ancora non sia stata trovata la causa? Carichi di lavoro pesanti (e quindi il preparatore Ventrone), recuperi troppo forzati, vita dissennata dei giocatori, campi di allenamento; qualcosa o qualcuno deve essere responsabile, e non può esserlo di certo solamente la sfortuna.

Ecco perché sicuramente si può parlare dell’ottima partita a livello tattico degli etnei, ma tutto appare sempre viziato dalle assenze e dalle contingenze che privano di serenità un gruppo già fragile. Il 3-5-2 mandato in campo da Sannino ha dato ottime risposte con Rosina in versione mediano, e soprattutto con l’ottima prova offerta dai giovani. Chrapek e Odjer per distacco sono stati i migliori in campo, autori di una prestazione piena di personalità, grinta e anche discreta lucidità nelle giocate. Anche Parisi costretto a ricoprire il ruolo di centro-destra nella difesa a tre non ha demeritato, così come Escalante in versione esterno. Giovani promossi dunque, ma in ogni caso è impensabile che una squadra come il Catania possa giocare l’ultima mezz’ora con un centrocampo in cui il più esperto aveva ventitré anni, e di contro il Livorno che con le sostituzioni mandava in campo Siligardi, Galabinov e Jefferson.

Una nave in mezzo alla tempesta dunque, ma non alla deriva solo per merito di mister Sannino che a fine partita ha ancora dimostrato il suo carattere anche al cospetto dei tifosi. A fine partita la decisione della società è stata quella di confermare il preparatore Ventrone, cambiando però il lavoro settimanale. Chissà se questa potrà essere la scelta giusta, ma il tempo stringe, i punti in trasferta non aumentano, la squadra perde pezzi e convinzione, ad oggi il Catania è in piena lotta retrocessione.

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