Lanciano-Catania 3-0: dove eravamo rimasti?

Lanciano-Catania 3-0: dove eravamo rimasti?

Cambiano gli anni, ma i problemi rimangono. Il Catania comincia il 2015 nello stesso modo in cui aveva finito la scorsa annata: sconfitto e umiliato. Anche a Lanciano il copione per gli etnei non.

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Cambiano gli anni, ma i problemi rimangono. Il Catania comincia il 2015 nello stesso modo in cui aveva finito la scorsa annata: sconfitto e umiliato. Anche a Lanciano il copione per gli etnei non è cambiato nonostante gli acquisti, nonostante l’entusiasmo ritrovato della piazza e nonostante la formazione di D’Aversa non uscisse vittoriosa dal campo di casa dal mese di novembre. Anche questa volta il Catania è riuscito a far risorgere l’avversario di turno scendendo in campo senza idee con un centrocampo incapace sia di costruire che di fare filtro.

Tattica. Il 4-3-1-2 può essere una soluzione affascinante, ma con gli uomini giusti nel posto giusto. Sabato a Lanciano Chrapek è sembrato un fantasma sulla trequarti non riuscendo mai ad incidere nè a creare la superiorità numerica, risultando spesso un uomo in meno a centrocampo. Discorso analogo vale per Almiron. Perché fare giocare il mediano se la condizione fisica è decisamente scadente? Doveva essere lui a dare il via alla manovra e ad inserirsi senza palla, ed invece è sembrata una statuina inutile.

Una rinascita rimandata forse, ma il tempo stringe ed il Catania è penultimo in classifica. L’entusiasmo prodotto dagli arrivi di Maniero, Belmonte e Coppola adesso rischia di scemare e l’aspettativa della tifoseria di risalire la classifica sembra per l’ennesima volta compromessa. Sorprese ancora dal mercato? Magari si, però non è detto che tutto ciò possa bastare. Amalgamare i rinforzi necessita di tempo, e solitamente è un processo che avviene in estate, e non durante il mercato di riparazione.

Adesso toccherà a Marcolin cercare di trovare la strada giusta, magari sfruttando il doppio turno casalingo contro Pro Vercelli e Perugia. Sei punti a disposizione, un mercato ancora ricco di sorprese, ma la pazienza della tifoseria arrivata al limite. Il momento per gli etnei è davvero difficile e non si intravede la luce alla fine del tunnel

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