Fidelis Andria – Catania 0-0: le pagelle del match

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Un punto agrodolce per il Catania di Pino Rigoli che sul campo della Fidelis Andria rimane imbattuto senza però entusiasmare. Male il pacchetto arretrato, distratto e impreciso, mentre a salvarsi sono ancora Scoppa e Russotto.

Pisseri 7 – Per fortuna che c’è Pisseri. L’estremo difensore etneo conferma la buona prestazione all’esordio contro la Juve Stabia. Nel primo tempo si esalta su Cianci e nella ripresa limita i danni con due interventi salva risultato.

Djordjevic 5,5 – Assente.

Gil 4,5 – Non ne azzecca una. Confusione totale e tanti errori di concentrazione: così non va.

Bastrini 4,5 – Dovrebbe essere lui a guidare la difesa, ma non è puntuale negli interventi nè preciso nel gestire la linea.

Nava 5,5 – Impacciato e ancora acerbo. Rispecchia i primi venti minuti della gara contro la Juve Stabia. Nella ripresa corre pochi pericoli.

Silva 5,5 – Passo indietro rispetto alla gara di sabato scorso. Stavolta la sua corsa e la sua voglio non compensano i tanti errori in fase di impostazione. Soffre il movimento senza palla dei mediani avversari.

Fornito 6 – Entra con il compito di dare verve alla manovra etnea, ma non ottiene grandi risultati.

Scoppa 6,5 – Cerca di dare ritmo all’azione con geometrie interessanti. Peccato che i compagni non siano dello stesso avviso.

Biagianti 6,5 – Cerca sempre di creare spunti interessanti, ma non riesce a dare vita alla superiorità numerica. Lotta e combatte, uno dei pochi a meritare la sufficienza.

Calil 5 -Ecco tornato il ‘vecchio’ Caetano. Totalmente invisibile e poco utile alla causa. Dovrebbe fare da raccordo tra centrocampo e attacco, ma non riesce mai a farsi trovare pronto sulla trequarti.

Piscitella s.v.

Russotto 6 – Si impegna e si affanna, senza però riuscire a rendersi pericoloso come nei giorni migliori. Il nervosismo prende il sopravvento e lo limita.

Barisic s.v.

Paolucci 6,5 – E’ vero non tira quasi mai verso la porta avversaria, ma il suo movimento e la sua grinta sono encomiabili. Un lavoro a trecentosessanta gradi che fa contento Rigoli, anche se poi il vero lavoro della punta è uno solo: fare gol; ma se non arrivano palloni giocabili…

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