Catania-Spezia 2-2: stessa storia, stesso posto, stesso pari

Catania-Spezia 2-2: stessa storia, stesso posto, stesso pari

37 giorni senza vittorie, due sconfitte e tre pareggi nelle ultime cinque gare con il conseguente “raggiungimento” dell’ultimo posto in classifica. Il Catania formato 2014/15 continua ad essere.

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37 giorni senza vittorie, due sconfitte e tre pareggi nelle ultime cinque gare con il conseguente “raggiungimento” dell’ultimo posto in classifica. Il Catania formato 2014/15 continua ad essere maledettamente “coerente” e a seguire la disastrosa scia tracciata dalla passata stagione che ha condotto alla retrocessione. Chi avrebbe potuto mai pensare che gli etnei a marzo avrebbero rischiato la Lega Pro? Uno scenario inquietante, ancor di più se si considera che le prossime tre gare saranno disputate in trasferta.

Anche sabato scorso contro lo Spezia i rossazzurri hanno mantenuto fede alle attese. Cinquanta minuti discreti con qualche palla gol creata fino alla rete del vantaggio di Maniero, e poi il nulla. Il Catania ormai è questo, una squadra che dura più o meno un’ora per poi essere massacrata fisicamente dagli avversari; ed il problema è che ormai in cadetteria lo sanno tutti. Il segreto di Pulcinella è venuto a galla e anche Nenad Bjelica ha aspettato per tutto il primo tempo,  e poi colpito, cambiando modulo e interpreti, nella ripresa.

Bravo lo Spezia, squadra giovane e talentuosa, messa bene in campo e produttrice di un gioco intenso, ma il Catania non può permettersi questi passi falsi. Stavolta la condizione fisica precaria ha avuto il sopravvento anche su Dario Marcolin che rispetto a quel di Bari non ha saputo trovare le giuste contromisure. L’ingresso in campo di Sciaudone come esterno destro della difesa a cinque è stato quantomai deleterio, con l’ex Bari in difficoltà davanti alle incursioni di Situm e Migliore, e colpevole anche sul gol del provvisorio vantaggio degli ospiti.

Tattica, mentalità, fisico, chi più ne ha ne metta. Il vortice negativo raccontato lo scorso anno è tornato protagonista perchè il Catania non riesce più a vincere e se prima il tabù era rappresentato solo dalle trasferte, adesso il nuovo limite potrebbe arrivare anche dalla tenuta, con gli etnei che al sessantesimo iniziano a presagire il peggio. Quattro punti da recuperare con una partita in meno, seconda peggior difesa e seconda nella graduatoria delle gare perse. Difficile, ma non impossibile, fare peggio di così. L’occasione purtroppo arriva dal trittico di gare esterne nelle quali il Catania potrebbe dare il meglio di sè e magari riuscire nell’impresa di non portare punti a casa; ipotesi che proietterebbe il club rossazzurro in un baratro senza uscita. Ecco perché, ironia a parte, Rosina e compagni devono svegliarsi sin da subito puntando sulla determinazione e l’attenzione difensiva. Non subire gol, questo sarà l’imperativo di Marcolin che intanto aspetta i benefici dell’addio di Ventrone.  

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