Catania-Monopoli 0-0: luci e ombre in un 2016 da decifrare

Catania-Monopoli 0-0: luci e ombre in un 2016 da decifrare

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Da che lato guardare il pareggio tra Catania e Monopoli? E’ questo l’interrogativo che ha catalizzato l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori dopo il fischio finale che ha decretato il secondo pareggio consecutivo a reti bianche degli etenei dall’inizio del 2016. Se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno ovviamente si possono porre in risalto le tante occasioni da rete create: Di Cecco e Falcone nel primo tempo (clamoroso il colpo di testa di quest’ultimo); il rigore di Calil e la conclusione di sinistro di Plasmati nella ripresa. Ad essere mancati sono stati cinismo e determinazione sotto porta, ma considerare solo le palle gol sarebbe un errore. Il Monopoli si è limitato solo ed esclusivamente alla fase di non possesso, con un 5-3-2 solido e tenace; costringendo in tutti i sensi gli etnei a fare la partita.

Bicchiere mezzo vuoto. Ecco le note dolenti: due vittorie nelle ultime dieci gare, sei punti nelle ultime cinque partite, e dopo la sosta due match senza reti all’attivo. Insomma ci sarebbe tanto di cui parlare perchè la ripresa delle ostilità con il piede sull’acceleratore doveva essere un condizione fondamentale per il cammino del Catania, ed invece la sensazione è che i problemi non siano stati del tutto risolti. Un pareggio da contestualizzare dunque perchè è diametralmente opposto, per esempio, allo zero a zero di inizio anno maturato contro il Cosenza. Anche in quella circostanza il Catania aveva creato tanto dimostrandosi però molto sprecone. Le differenze però risiedono nel gioco, spumeggiante all’epoca e rivedibile domenica scorsa; e nell’entusiasmo della tifoseria, alle stelle ad inizio anno grazie al filotto di risultati positivi e arrivato al minimo storico contro i pugliesi.

Ecco proprio il capitolo tifosi. I fischi di una parte dello stadio dopo la fine del match sono apparsi assordanti più di altre circostanze. La pazienza è arrivata alla soglia minima ed è impossibile imputare qualcosa ad un pubblico che ancora una volta sembra essere in preda ad una crisi emotiva determinata dalla delusione di un campionato meno allettante del previsto. La partenza a tutto gas aveva creato aspettative illusorie e la sensazione oggi è quella di una nuova sfiducia dopo quello che è avvenuto negli scorsi campionati. Ovviamente a difesa della dirigenza e dell’organico attuale c’è da dire che lo scorso anno le disavventure del Catania erano imputate ad altri protagonisti, ma inevitabilmente gli orrori del passato ricadono sul presente.

Come uscire da questo momento? Una risposta potrebbe arrivare dal mercato con l’arrivo a centrocampo di Pessina (manca solo l’ufficialità) e un rinforzo in avanti visto l’infortunio di Russotto. Ma la risposta più importante deve arrivare da Pancaro. Vincere con le proprie idee è sicuramente un messaggio nobile, ma può trasformarsi in boomerang negativo se diventa un arroccarsi ad oltranza su posizioni non vincenti. Gli avversari sembrano aver decifrato le soluzioni tattiche degli etnei e se la giocata del singolo tarda ad arrivare, ecco che il meccanismo rischia di incepparsi in maniera definitiva. Purtroppo tra tanti punti interrogativi, una certezza sta prendendo piede: il campionato del Catania non può prendere le sembianze del miracolo sportivo. La zona play off è troppo distante, ma sarà necessario da qui in avanti dare il massimo su tutti i campi e in ogni occasione, perché il vero obiettivo deve essere quello di disputare un’annata dignitosa per mantenere alta la voglia dei tifosi di credere in una reale e concreta ricostruzione da concretizzare nella prossima stagione.

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