Catania-Frosinone 1-2: disastro al ‘Massimino’

Catania-Frosinone 1-2: disastro al ‘Massimino’

Il Catania fa tredici, ma c’è poco da sorridere tra le fila dei rossazzurri perché il numero tanto caro agli amanti del vecchio totocalcio, stavolta rappresenta solamente le sconfitte.

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Il Catania fa tredici, ma c’è poco da sorridere tra le fila dei rossazzurri perché il numero tanto caro agli amanti del vecchio totocalcio, stavolta rappresenta solamente le sconfitte subite in campionato da una squadra nuovamente irriconoscibile. Frosinone corsaro al Massimino e poche giustificazioni sia sotto il profilo mentale, ma soprattutto fisico visto il calo nel secondo tempo degli etnei e lo strapotere degli uomini di Stellone.

Del resto gli stessi giocatori della compagine laziale nel corso della settimana avevano svelato le intenzioni del loro tecnico: metterla sulla corsa e impostare una partita ‘lunga’ vista la precaria condizione degli avversari. Detto fatto. Primo tempo di studio, con Rosina spesso ingabbiato ma nonostante ciò, grazie ad un ispirato Castro, i padroni di casa si erano dimostrati pericolosi e volitivi trovando il vantaggio proprio con il fantasista argentino. Poi la ripresa, ancora una volta devastante. Baricentro molto basso, incapacità di risalire il campo e costante pressione dei ciociari. Risultato? Ribaltone grazie alle reti di Dionisi e Ciofani e nessun pericolo dalle parti di Zappino.

Ancora una volta un calo fisico evidente. Ancora una volta il preparatore atletico sotto accusa, con la società che però adesso sembrerebbe aver deciso di cambiare rotta, preparandosi a dare il benservito proprio al professor Ventrone e ai suoi metodi. Una decisione tardiva che ormai non potrà risolvere i problemi già palesi nell’ultimo mese. Del resto non può essere solo la benzina nelle gambe il problema di questa squadra. Anche mentalmente gli etnei si sono approcciati alla ripresa nel modo sbagliato concedendo campo e limitandosi a difendersi nella speranza che il Frosinone si arrendesse. Peccato che dai una, dai due, dai tre volte; alla fine il gol arriva. E così è stato.

Ad acuire la disfatta ci ha pensato poi ancora una volta la sorte con gli infortuni di Coppola e del suo sostituto, Martinho, costretto ad entrare in campo per poi essere sostituito dopo quaranta minuti. Un alibi questo per mister Marcolin che però ancora una volta non è sembrato reattivo nel trovare le contromisure a partita in corso, non risultando determinante per l’economia della sua squadra. Catania scolastico nella manovra e pericoloso solo finchè c’è la spinta delle fasce, dopo il nulla.

La classifica adesso è davvero esplicita. Ultimo posto e seconda piazza solo per numero di sconfitte e per i gol al passivo. Altro che play off, l’obiettivo deve essere la salvezza e un campionato tranquillo pensando partita per partita incominciando dal prossimo scontro infrasettimanale contro il Bari con il Catania che si presenta con tre infortunati e tre squalificati in più. Una trama da film horror quella vissuta dai tifosi etnei con l’ottimismo che ha lasciato totalmente il posto alla sfiducia e alla paura di rivivere il disastro della passata stagione.

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