Catania-Fidelis Andria 2-1: la salvezza e il vento di passione

Catania-Fidelis Andria 2-1: la salvezza e il vento di passione

Commenta per primo!

Alla fine fu salvezza e tutti tornarono a casa felici e contenti… Beh no, non proprio. Il Catania ha fatto il suo dovere battendo di misura la Fidelis Andria, ma soprattutto ha ringraziato il Matera che in effetti ha sancito la permanenza in terza serie degli etnei, relegando il Monopoli ai play out. Una fine per certi versi inaspettata per quello che era stato l’andamento delle ultime settimane, ma un epilogo importante soprattutto in chiave futura. Chiariamo però, per come era partito il campionato, il Catania ha fatto il suo dovere.

I play out e un’ipotetica Serie D avrebbero rappresentato una lenta agonia per una società allo sbando, con un nuovo presidente con un mandato di cessione ed una piazza in piena contestazione. Allora ecco perchè mettere un punto su questa stagione, e metterlo il prima possibile, era un aspetto fondamentale e prioritario per la rinascita del club rossazzurro. Una rinascita che forse passerà da una nuova società o forse potrebbe ancora passare dalle mani di Pulvirenti.

Ecco perchè, a salvezza raggiunta, adesso la vera partita sarà quella che si giocherà sull’altro fronte, quello societario, con la necessità di capire le reali intenzioni sia della parte acquirente che dell’attuale proprietà. Dal Messico nelle scorse settimane sono arrivate voci contrastanti che hanno lasciato intendere un raffreddamento della trattativa. Momentaneo? Forse, magari in attesa della matematica salvezza, ma Vergara ha intenzione di investire in Europa e per questo potrebbe anche virare su altri campionati.

Le prossime settimane saranno determinanti a tal proposito, ma nel frattempo bisogna subito iniziare a pensare all’aspetto tecnico. Il bilancio di stagione, nonostante le parole del direttore Pitino abbiano fatto intendere contentezza per l’obiettivo raggiunto, non può essere positivo. Se così fosse potrebbe essere commesso il solito errore: prosciutti sugli occhi e chi si è visto, si è visto. L’organico non ha reso per quello che avrebbe potuto; Moriero non ha dato una reale sterzata e la dirigenza ha sicuramente delle colpe in una gestione della stagione non proprio perfetta.

Tanti ragionamenti da fare, e chi li dovrà fare non è ancora certo del posto per il prossimo anno. Insomma un bel problema, ma in un modo o in un altro il Catania e la città di Catania deve ripartire per evitare di assistere ancora a quell’immagine di un Massimino deserto o ancor peggio di una larga parte del pubblico che non esulta alla salvezza, ma al contrario fischia e contesta. Serve un vento nuovo, che soffi da ovest o da est poco importa, ma è fondamentale che l’aria non rimanga ferma, e il senso di frustrazione ed ipotenza venga spazzato via il prima possibile.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy